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|Interview| A tu per tu con i Cara Calma in una notte di mezza estate

Il secondo gruppo che ho scoperto al Filagosto, di cui voglio parlare, è composto da 4 ragazzi di Brescia: Fabiano, Riccardo, Cesare e Gianluca, in arte i Cara Calma.

Insieme dal 2016, hanno all’attivo 2 dischi, “Sulle punte per sembrare grandi” e “Souvenir”, uscito lo scorso marzo per Phonarchia Dischi/Cloudhead Records e prodotto da Karim Qqru degli Zen Circus.

Ho fatto quattro chiacchiere con questa carichissima band indie-rock da seguire.

Vi ho conosciuto in occasione del Filagosto. Ho curiosato la vostra storia e siete dei macinatori di km e di esperienza, la pratica del vivere la musica è il vostro pane quotidiano. Come nascono i Cara Calma? Anche la scelta di questo nome mette curiosità di sapere di voi 4. Fatemi una vostra personale presentazione.

Prima di tutto bisogna dire che il progetto nasce da un gruppo di amici. Ci conosciamo tutti da un sacco di tempo e, dopo aver avuto esperienze in ambiti musicali differenti, ci siamo ritrovati e abbiamo deciso di dare vita a questa band.

Cara Calma è una sorta di mantra che ci contraddistingue come persone prima di tutto; la voglia di prendere la vita con calma e arrivare agli obiettivi prefissati senza bruciare le tappe e dando più importanza al viaggio che alla meta. 

Dopo non molto dal vostro primo disco, è uscito il secondo: siete produttivi, avete da raccontare. Chi di voi scrive e come?

Non abbiamo una vera e proprio regola fissa per quanto riguarda la scrittura. Una nostra canzone può nascere prima dalle parole come dalla musica. Generalmente la bozza iniziale deriva da un’idea di Riccardo o di Cesare, ma viene sempre arrangiata e completata da tutti. 

Com’è nata la vostra collaborazione con Karim Qqru degli Zen Circus?

La collaborazione con Karim è stata veramente fantastica, siamo entrati subito in sintonia.

Lui è un vero musicista e un brillante conoscitore della musica in tutte le sue forme, ci ha davvero aiutati tanto e ci ha fatto scoprire lati delle nostre canzoni che neanche noi avevamo messo a fuoco completamente.

Lavorando insieme poi siamo diventati amici e tuttora ci sentiamo molto spesso.

Souvenir è il nome del vostro secondo album. Un legame col passato è anche un mattoncino per costruire il futuro? Come vedete il vostro e il percorso, quali sono le vostre aspirazioni maggiori? Da qui a qualche mese, da qui a qualche anno. Come vi sembra stia andando questa vostra creatura nata lo scorso marzo?

Siamo molto contenti in realtà di come sta andando il nostro secondo lavoro. Uscito a marzo e presentato con il tour invernale, lo stiamo portando in giro anche durante l’estate con un tour di circa una ventina di date sparse per tutta la penisola.

È bello vedere che la risposta del pubblico è sempre positiva e che la gente partecipa e si diverte durante i concerti. Per noi è la soddisfazione più grossa

Questo è un particolare che conosco io, ma mi fa piacere chiedervelo. Voi siete, in realtà, 4+2: la “famiglia” è composta anche dal vostro tour manager, Alessandro, e dalla vostra fotografa/film maker, Valentina.

Quanto è importante e stimolante avere dei punti di riferimento e di appoggio, pratici e morali, in questo mondo della musica non sempre facilissimo e affidabile?

Più che un 4+2 si può tranquillamente dire 6, perché da ormai più di un anno Valentina e Bacco ci seguono in ogni posto.

È bellissimo condividere anche con loro questa esperienza proprio perché, al di là del lavoro che svolgono che per noi è importantissimo, siamo diventati molto amici quindi ogni cosa viene vissuta anche con quella spensieratezza che rende divertente e spensierato ogni live.

È poi utilissimo avere qualcuno che ti conosce e che ti può aiutare a riflettere su cosa ha funzionato e cosa meno dopo ogni concerto. Ti dà la possibilità di poter tornare in sala prove e lavorare su alcuni aspetti che magari avresti trascurato senza un occhio esterno a farteli notare.

di Francescamaria Aiello

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