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|Interview| Una self made woman in giro per l’Italia: è Crista

Cuore puro dalla bassa Romagna, “nata tra le galline e le pecore” recita la suo autobiografia social, cantautrice e cazzuta chitarrista: il suo nome è Crista. 

Crista per me è il femminismo nel modo in cui lo si dovrebbe intendere. Donna, anzi Femmina, come il suo ultimo disco uscito lo scorso 21 gennaio (Alma Music/O2digitale), vulcanica, autrice letteralmente del suo destino.

Infatti è fondamentalmente imprenditrice di se stessa: ha prodotto i suoi due dischi, regista dei suoi video, ha organizzato raccolte fondi per finanziarsi, una campagna con Musicraiser, si fa auto booking e auto marketing. Più di così è impossibile.

Femmina è nato dopo due anni di lavoro e racconta di sussurri, grida, esaurimenti e passioni, è molto più del semplice “dolcemente complicate”, perché  ha delle complessità oltre che delle leggerezza, inoltre della donna non racconta solo i fiorellini e i merletti, ma anche le perversioni e le imperfezioni. 

È pop rock puro quello di Crista Alessia Pensalfini, poco più che trentenne. Femmina è stato presentato il 23 marzo scorso al Magazzino Parallelo di Cesena e solo nei primi 3 mesi ha coperto 40 date.

La purezza e la franchezza romagnola e questa figura della cantautrice faidate rendono Crista unica, un’icona al pari di Myss Keta, in quanto a messaggio di Donna come totalità, libertà e sensuale forza.

Una Donna fuori dal luogo comune, senza fronzoli, che vive la vita come le pare, per parafrasare e citare un suo testo, che porta, armata solo della sua auto e della sua determinatezza, il suo messaggio artistico su e giù per la Penisola.   

Il suo sound accompagna dei testi che fanno piangere ridendo, in cui si ci riconosce molto, storie raccontate con abilità, mai banali. Merita tutta l’attenzione del pubblico che già la conosce e tutta la curiosità di chi vuole scoprirla.

 Ho chiesto a Crista di rispondere a qualche mia domanda ed ecco il risultato.      

Cosa ci racconti di questi primi mesi di “Femmina”, come sta crescendo la tua creatura? 

Sono molto soddisfatta di questo mio primo disco e anche del tour che ha seguito la sua uscita in primavera. Sono arrivata a circa 40 concerti  in 3 mesi.

Femmina piano piano sta girando in tutta Italia e sto riscontrando degli ottimi consensi. Tutti si lamentano che i dischi non si vendono, io probabilmente dovrò rifare una seconda ristampa nell’anno nuovo.

Il motivo credo sia la mia continua ricerca di contatto con il pubblico e anche la disponibilità ad incontrare e conoscere le persone che hanno seguito il concerto. Quando si crea un buon rapporto di scambio di idee e di impressioni sulle canzoni poi alla gente viene più voglia di acquistarle.

In che modo si è creata questa tua figura di imprenditrice di te stessa? Era un tuo obiettivo o è stato un caso di necessità e poi scelta?

Credo sia una sintesi tra le due cose. Io sono cresciuta nel commercio come buona parte dei romagnoli di riviera, piazzare un concerto non lo vedo così distante dal vendere borse nel negozio di mia mamma.

Sono molto precisa di natura per cui è stato semplice per me affiancare alla mia capacità di vendita anche una cura dell’immagine che potesse reggere il confronto con tante mie colleghe che invece hanno squadre di professionisti che lavorano per loro. Il mio obiettivo è portare la mia musica su più palchi possibili e farmi conoscere a più persone possibili.

Creare una base solida di sostenitori ti permette di crescere e un po’ per volta alzare l’asticella.

Mi piace molto il fatto che tu vada in giro da sola, fai tutto da te e questo ti rende davvero speciale. Come gestisci queste tue mille professioni, da imprenditrice a tour manager, da one (wo)man band a responsabile marketing?

La gestisco in maniera molto naturale. Non mi pesa guidare km e km, organizzarmi il tour e avere i contatti diretti con i gestori, anzi, spesso si crea un legame di amicizia ed è la cosa più bella di questo lavoro. Certo non è facile, ma quando una cosa la fai perché alla fine ti fa stare bene non ti pesa affatto.

Quello che mi fa impazzire di te è che sei totalmente emancipata e, contemporaneamente, indissolubilmente legata alla tua terra. Quanta Romagna ci sta nel tuo pop rock?

La Romagna è in ogni mia canzone. È una terra che adoro e sono fiera di portare questa bandiera in giro per la Penisola. Traggo energia da queste radici così potenti e cerco di trasferirle nelle canzoni e nei live con la prua della nave di Crista puntata verso la modernità.

Parliamo del tuo stile, nel senso di look. Quanto tempo dedichi ai curatissimi outfit? Anche per questi sei tu l’ispirazione di te stessa? 

L’outfit è fondamentale al giorno d’oggi. Devi avere una immagine ben precisa e io le idee ce le ho abbastanza chiare. Ho vari sponsor che mi portano vestiti da indossare ma sono io a scegliere poi con cura quello che rappresenta appieno “CRISTA”.

Non dimentichiamoci che outfit o no le canzoni devono rimanere sempre al primo posto nella maniera più trasparente possibile.

di Francescamaria Aiello

 

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