Live Report

|Live Report| Lizzo the Queen infiamma il Magnolia

I don’t need a crown to know that I am a Queen” questo è il motto di Lizzo, che non ha fatto a meno di ribadire qualche sera fa al Magnolia, durante il suo primo concerto in Italia, anzi, il suo primo eccezionale spettacolo.

Melissa Viviane Jefferson è nata nel 1988 a Detroit, ma è cresciuta a Houston. Apparsa sulle prestigiosa copertina di Vogue, ha parlato di lei anche il New York Times.

Il suo successo ha preso subito il volo all’uscita del suo primo EP del 2016, Coconut Oil, poi confermato con Boys nel 2018, inserita da Time fra le 10 migliori canzoni dell’anno.

Sono già celebri i suoi omaggi alle grandi donne della musica e le sue performance al Lollapalooza e al Coachella. A fine del 2018 è entrata in studio per registrare Cuz I love you, prodotto da Sam Harris, che contiene la hit Juice.

Il 2019 è la consacrazione totale di Lizzo come star indiscussa dell’R’n’B.

Questa voce pazzesca è un vulcano incontenibile di energia, è ambasciatrice del messaggio, per lei capitale, dell’amare e accettare se stessi.

Una vera icona del girl power, nonché della comunità LGBTQ.     

La serata del live è stata aperta da un membro della crew della cantante texana , DJ Sophia, che poi è rimasta sul palco anche durante il resto dello show.

Ha fatto ballare un pubblico composto da persone di mezza età fino ai ragazzini, dai classici hip hop old school style.

Anche da chi ha scelto abiti coloratissimi, super glitterati e allegri stile Pride, come i due ragazzi danesi che mi hanno tenuto compagnia dall’attesa del tram fino al nostro mescolarci tra la gente all’Idroscalo.

Lei era praticamente Emma della Spice con più strass e lui era tutto una cascata di brillantini. Ovviamente li ho stra-adorati.

Sophia ha tenuto un dj-set tutto al femminile, ha fatto cantare e saltare, insomma, un warm up di tutto rispetto.

La track list ha visto successi recenti, come quello di Cardi B, durante il quale la DJ è salita sulla consolle per dare una grande lezione sul saper muoversi, ma soprattutto grandi classici, a causa dei quali il pubblico più giovane ha fatto qualche gaffe.

All’interrompere la musica per far cantare sui pezzi, su uno i più young sono rimasti muti. Tuttavia Sophia, con gran classe, ha proseguito con nonchalance. 

Dopo circa 40 minuti, è arrivata sul palco la big girl, avvolta da un body di pizzo nero, intonante Cuz I love You, potentissima, ammaliante, talmente perfetta da risultare scioccante.

Inizia così il suo show strabiliante, che diventa ancora più epico all’entrata del corpo di ballo su Worship.

Mosse sensualissime, twerkaggi vari, balli sui pattini a rotelle e anche una bandiera svolazzante con la scritta Lizzo a caratteri cubitali.

Tra un pezzo e l’altro ha ribadito di continuo quanto sia importante il self love: accoppiati o soli o lasciati da poco, l’unica persona importante per un individuo è se stesso.

Lizzo è molto autoironica, una vera regina dell’intrattenimento.

Ci racconta che è per la prima volta a Milano, che le piace tanto, che ha spesso davvero tantissimi soldi per fare shopping, ma che non è stato mica un problema, tanto adesso è una rich bitch.

Ovviamente durante i brani più romantici si è creata magia, dato che la sua voce è da paura, pure il più insensibile e cinico degli esseri non può rimanere indifferente all’ascolto.

All’arrivo di Like a Girl, Lizzo invita tutti a sentire e vivere la femminilità: “boy, be proud of being like a girl”.

Una continua celebrazione dell’amore, in tutte le sue forme, che per prima, però, deve partire da noi stessi, un vortice interiore che deve coinvolgere ciò che è esterno a noi.

Ha chiuso col suo allegro e festaiolo brano Juice, il miglior modo per salutarci.

Everybody loves You, Lizzo.

di Francescamaria Aiello

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