Live Report

|Live Report| Metz & The Gluts live @ Santeria Toscana, Milano

Ho trascurato per un po’ il mio vero amore, i chitarroni, e ho finalmente riparato a questo torto: sono stata al concerto dei Metz in Santeria Toscana.

Figli del Canada, culla di talenti musicali, capaci di rendere continuamente attuali post-hardcore e grunge, hanno portato in scena un live potentissimo, fatto di urla, pogo e sudore.

È stato un appuntamento a pochissimi giorni dalla pubblicazione del loro prossimo album Automat, atteso il 12 luglio, che esce a distanza di 2 anni da Strange Peace.

La serata è stata aperta da The Gluts, band post-punk milanese: circa un’ora di un bel sound dark e aggressivo. Mi fa molto piacere averli scoperti direttamente dal vivo, infatti si intende chiaramente che sono animi propensi all’esibizione e al palco.

I Metz hanno tenuto banco per quasi un’ora e mezza.

Un’esibizione a pieno ritmo, senza momenti per respirare, a parte le brevi interazioni che ha avuto il frontman, Alex Edkins, con il pubblico.

Lui stesso ha poi calorosamente salutato a fine live con strette di mano chiunque fosse lì a mostrargli gratitudine.  

 

Il trio di Ottawa, con base a Toronto, è nato nel 2008 dall’incontro fra Alex, cantante e chitarrista, dal viso da nerd e dal cuore super cazzuto, e Hayden Menzies, batterista, forza sonora e creativa della band. Ad essi si è aggiunto poi Chris Slorach, fortissimo bassista.

I Metz sono un gruppo con una carica allucinate, che spazia dalla quasi ansia di un pezzo in monoarpeggio alla carica adrenalina di un sound tutto da saltare da una parte all’altra della stanza.

La base d’ispirazione parte da diversi maestri come Shellac, Jesus Lizard e Hüsker Dü.

Pubblicano da inizio carriera con la prestigiosa etichetta Sub Pop.

Il primo disco è datato 9 ottobre 2012 e porta con sé il battesimo di una band dalla studiata violenza offensiva e carica, che sfama in modo altamente nutriente gli amplificatori.

Seppur negli anni si sono resi più fruibili, più accessibili, non si sono mai stravolti e sono sempre rimasti fedelmente coerenti alla loro aggressività hardcore, con la bella e buona spennellata di Nirvana e Fugazi.

di Francescamaria Aiello

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