Live Report

|Live Report| Il concerto degli Uzeda in Santeria a Milano

È solo di qualche mese fa, dopo 13 anni da Stella, l’ultima uscita degli Uzeda, Uocumque jeceris stabit: un gruppo che se pur attivo da oltre 30 anni è sempre rimasto di nicchia, ma che ha segnato chiunque li abbia ascoltati dal vivo e non.

Giovanna, Agostino, Raffaele e Davide si sono esibiti l’altra sera in Santeria e sono sempre una bomba.

Giovanna, dal parlato soave e pacato, ha buttato fuori come sempre quella grinta, potenza e maestria devastante della voce. Grande tifo dal pubblico, giusto e fedelissimo, per Agostino.

È incredibile  il fuoco che emanano e che travolge, il quale negli anni non si è fatto mai fiammella incerta, anzi.

Un riferimento per il noise-rock italiano, forse tra i principali, ma mi butterei anche a dire il principale, visto che bisogna riconoscere loro, e questo forse molti lo ignorano, di essere stati il motivo per alcuni per cui si è iniziato a suonare un determinato genere, in un determinato stile, diventando, in alcuni casi, sicuramente più mainstream degli Uzeda stessi.

Ma questo non tange il gruppo siculo, che non ha certamente avuto una particolare costanza discografica, ma che è sempre stato un nome irrinunciabile, necessario.

Uzeda è un’antica porta di Catania e loro sono proprio un accesso che va varcato: se sei fan degli Shellac o dei Jesus Lizard, francamente non puoi non conoscere e amare gli Uzeda, che sono l’ABC della conoscenza del genere.

Questa band ti fa scoppiare l’anima, ti fa urlare tramite i loro pezzi.

Ovunque tu lo lanci starà in piedi, resisterà” è la traduzione del titolo del loro ultimo album, prodotto da Steve Albini, ormai un rapporto consolidato, e composto da brani asciutti e potenti, al contempo aspri ed eleganti.

Il noise che picchia, nonostante sia variato, tanto che i due hashtag che hanno accompagnato l’uscita sono stati #postpunk e #alternativerock, più  la forza e la delicatezza della voce.   

Il palco, l’esibizione, è il punto di forza assoluto degli Uzeda: libertà e zero regole, un fiume in piena.

La sperimentazione e la contaminazione sono i campi semantici della band di Catania, città, come tante altre realtà di provincia e del Sud in generale, dalle mille contraddizione e altrettante possibilità.

Come sottolineato da Giovanna, durante il live non si concedono a grandi discorsi per il pubblico, ma la loro musica dà in qualche modo speranza e il loro sorriso complice, di una carriera trentennale di amicizia e rivoluzione, dà carica e positività, ampliate da quel “buona fortuna” usato per congedarsi.

di Francescamaria Aiello

Condividi

Comments are Closed

Theme by Anders Norén