Roma, si sa, è ovviamente una grandissima piazza che offre di tutto e di più. E come in tutte le immense piazze affollate, se non si è soli è più facile non perdersi. Questa metafora credo possa descrivere abbastanza bene Spaghetti Unplugged: un punto di riferimento, una grande famiglia fra la moltitudine.

Ci eravamo salutati il primo luglio scorso al Monk: una bella festa conclusiva, dal tardo pomeriggio a tarda notte, che ha visto esibirsi i migliori U25 della stagione. Grazie a quell’ occasione, ho conosciuto un paio di artisti che sto tenendo sottocchio, di cui spero di parlare molto presto (per quanto mi riguarda, quindi, la missione di Spaghetti raggiunge perfettamente il suo obiettivo).

In questi giorni si stanno scaldando i motori della sesta stagione: infatti, il 7 ottobre, si riapre l’appuntamento fisso domenicale al Marmo di San Lorenzo, come sempre con open mic, jam e ospiti.

Spaghetti è un’idea nata da Davide Dose e Gianmarco Dottori, che oggi è diventata un punto di riferimento per i musicisti emergenti. Da qui sono partiti nomi che hanno scalato classifiche e conquistato un pubblico vasto, come TheGiornalisti, Galeffi (la cui sua prima esibizione è stata proprio a Spaghetti) e Gazzelle (che qui suonava i suoi pezzi quando ancora si faceva chiamare Flavio Pardini). Quest’appuntamento può essere considerato una sorta di resistenza (fortunatamente) romantica della musica: la possibilità data a chiunque di poter allenarsi in una vera e propria palestra musicale. Con formula open mic, un artista può iscriversi ed esibirsi con almeno un proprio brano, proprio perché il fine ultimo è la promozione della nuova scena italiana.

“Il saloon della musica”, un evento fisso che permette di condividere e scambiare, di conoscere, apprezzare e valutare, che consente agli artisti di avere una vetrina e agli addetti ai lavori di poterne usufruire e, soprattutto, alle persone di trascorrere una piacevolissima serata. Il locale di riferimento è il Marmo, ma Spaghetti trova posto durante l’anno anche in altri luoghi (come già accaduto al Largo Venue, al Monk e al Quirinetta). Il nome non è scelto a caso: la spaghettata è la chiusura e il saluto della serata.

Spaghetti Unplugged

A dirla breve, Spaghetti è un talent sì, un XFactor potrebbe dire qualcuno. Tuttavia sarebbe riduttivo qualificarlo in questo senso: non è solo un trampolino di lancio, un’opportunità per gli artisti, ma è anche e prima di tutto una festa, che lega il pubblico al palco e viceversa, il cui fattore dell’incontro, della reciprocità umana, è la sua peculiarità più importante: nessuno strumento, nessuna tv o nessun canale YouTube, potrà mai essere più forte del valore dello scambiarsi un sorriso faccia a faccia, del far sentire il proprio battito di mani a qualcuno che si è appena esibito.

Ho avuto il piacere di rivolgere qualche domanda a Davide Dose e Giovanni Romano, del team di Spaghetti Unplugged:

Francescamaria – Avete la consapevolezza che vi siete evoluti da un’alternativa su come trascorrere una serata, ispirata a una realtà esistente all’estero, a un vero e proprio vivaio di talent? Praticamente potreste tranquillamente far vostro il motto “pippobaudiano” de “l’ho inventato io!”. Come affrontate questa considerazione tanto importante quanto difficile da gestire?

Spaghetti Unplugged – Sai, all’inizio la cosa è nata con molta spontaneità. L’obiettivo originario era creare non solo un open mic, ma soprattutto un posto di aggregazione. Una realtà dove con i nostri amici e amici di amici ci potessimo incontrare e scambiare pareri, creare collaborazioni, raccontarci esperienze, stare insieme, divertirci con le canzoni. Una serata dove il musicista giovane, alle prime armi potesse incontrare cantautori e musicisti con più esperienza e, perché no, suonare insieme. Tutto questo ha poi, naturalmente, subito un’evoluzione, però il concept base, la nostra mission, rimane quella di fornire un palco (e un pubblico) ai nuovi artisti, e allo stesso tempo di proporre novità musicali a chi viene ad ascoltare.

Spaghetti Unplugged

Spaghetti Unplugged –Quando da noi, la domenica, sul palco sale un ragazzo e magari si esibisce per la prima volta in vita sua, noi ci emozioniamo. Quando uno di loro inizia ad andare in giro, magari anche ad avere un certo successo, siamo ancora più felici. La cosa bella è che sono loro stessi a ricordarlo. Insomma, lo facciamo per questo: Spaghetti vuole essere una occasione di networking e un posto reale dove accadono cose nuove e sorprendenti, dove c’è scambio creativo. L’abbiamo inventato noi? Onestamente non lo so, crediamo che gli artisti si inventano da soli ma sicuramente ci piace sapere di avergli dato una mano, aver fatto parte di quel percorso, essere stati uno stimolo per uscire fuori e mettersi in gioco. Così crediamo sia stato per molti.

Francescamaria – Riflettevo sul tipo di serata, di lavoro e di proposta dello Spaghetti e ho cercato di decontestualizzarlo dalla realtà romana. Credete che la formula sia vincente (senza modestia alcuna, ve lo diciamo noi avventori che è così) anche grazie alla città? Roma ha ancora, per fortuna, un fattore umano che cerca di sopravvivere all’alienazione virtuale, un mondo in cui sempre più si ci indirizza per farsi conoscere. Arrivati a questa edizione avete fatto i conti anche con questo? Riuscire a tenere vivo l’interesse di partecipazione e coinvolgimento della generazione più recente, quella che sta passando dall’adolescenza all’età più vicina agli adulti, il vostro futuro pubblico, in sintesi.

Spaghetti Unplugged

Spaghetti Unplugged – Certamente Roma è un fattore centrale per il nostro format. Non solo perché ormai da anni c’è un fermento creativo e musicale che fa sì che moltissimi dei progetti che scalano le classifiche vengono dalla capitale (la c.d “scena romana”) ma anche perché Roma ha sempre avuto una propensione a creare dei punti di ritrovo, dei “salotti”, degli appuntamenti fissi di scambio. A noi Romani “ce piace” fare festa, incontrarci dal vivo, anche con una certa spontaneità: questo è certamente nello spirito di Spaghetti. Basti pensare ad altri luoghi simbolo che in altri decenni sempre a Roma sono stati il fulcro attorno al quale ha ruotato una certa scena creativa e da dove sono emersi numerosi artisti che si sono imposti in tutta italia (Folkstudio negli anni 70, Il Locale negli anni 90, ecc…) Questa roba è nel DNA della Città..

Spaghetti Unplugged – Roma è una però anche citta musicalmente molto difficile sotto vari i punti di vista. Per il musicista emergente è una sfida, perché un suo concerto avrà spesso tanti altri concerti concorrenti in contemporanea e, per il gestore di locale e per gli organizzatori di eventi la sfida è forte, perché la competizione tra serate e locali è continua, come è giusto che sia. Questo, senza dubbio, è stato però anche stimolante, perché ha costretto i promoter e le organizzazioni di eventi a fare uno sforzo di originalità molto forte.

Spaghetti Unplugged

Spaghetti Unplugged – Ora giunti alla sesta stagione dobbiamo saper parlare al nuovo pubblico, ai nuovi modi di scrivere canzoni e ai nuovi artisti, quelli che si stanno affacciando adesso al mondo universitario e dei live club. Ci piacerebbe che Spaghetti possa essere un luogo di incontro che attraversa varie generazioni di artisti e di pubblico. Staremo a vedere!

Francescamaria – Vi saluto con una domanda sì ovvia, ma imprescindibile, doverosa e soprattutto che userò a scopi personali (facendo, senza vergogna, uso privato del mezzo pubblico): cosa ci regalerà questa nuova edizione? C’è qualche succulenta anticipazione riguardo alle serate extra, come la super al Largo Venue della scorsa stagione? Tanto per stuzzicare un po’ la nostra curiosità e la nostra attesa… Io vi ringrazio e vi auguro buon lavoro, a prestissimo!

Spaghetti Unplugged – Diciamo che stiamo lavorando per coinvolgere come sempre ospiti e nomi in rampa di lancio per le domeniche… e devo dire che ci fa sempre piacere ricevere riscontri positivi e disponibilità da parte di artisti, anche affermati. Ci saranno molte sorprese… ma per quelle ti toccherà venire in serata la domenica.

Spaghetti Unplugged –Poi senza dubbio avremo degli eventi speciali nel corso dell’anno: sono tre anni per esempio che realizziamo un festival subito prima di Pasqua, e certamente lo riproporremo anche nel 2019 (Spaghetti Fest – il Venerdì Santo della Canzone), con il meglio della scena romana della stagione in corso. Poi chissà, di tempo davanti ce n’è… ce ne potremmo inventare altre. Intanto ci vediamo da Marmo il 7 ottobre, che si riparte alla grande!

di Francescamaria Aiello

Condividi