Prenderà il via martedì 12 agosto il Color Fest. Il festival nato, e cresciuto, nel cuore della Calabria, che da ben tredici anni porta a Sud il meglio della musica alternativa italiana e internazionale.
Lo seguiamo con grande interesse da anni e, se volete (ri)scoprire i dettagli delle ultime edizioni, potete seguite i link alle edizioni 2021, 2022, 2023, 2024.
E, in questi anni, una delle potenzialità sulle quali abbiamo particolarmente riposto fiducia è stata la capacità del festival di guardare a ciò che accade fuori dal Bel Paese. Una fiducia che in questa edizione, come già forse saprete, viene ripagata al meglio.
Ma andiamo per gradi. La prima grande novità di quest’anno è la location. Dalle colline dell’entroterra tra due mari, si passa al contatto diretto con il mare. Il festival si sposta verso la Riviera dei Tramonti e precisamente sul Lungomare “Falcone Borsellino” di Lamezia Terme. Da un lato le colline e la rigogliosa macchia mediterranea, dall’altro il mar Tirreno, con le Isole Eolie a far da sfondo naturale all’evento.
Non a caso il titolo di questa edizione è “Quando sulla riva verrai” (citazione dal brano “Stormi” di Iosonouncane).
La line up mantiene la pluralità di linguaggi sperimentata fin dalle prime edizioni: un mix di indie, alternative-rock, elettronica, dance e sperimentazione.
Nel primo caso si spazia dall’indie italiano più popolare tra i giovanissimi, a quello caro alla generazione precedente. Ed ecco allora che a nomi quali Lucio Corsi, Joan Thiele e Giorgio Poi, si affiancano vecchie glorie dell’underground nostrano come gli Offlaga Disco Pax. Un’attenzione quest’ultima che il festival ha sempre avuto e che abbiamo sempre rimarcato con piacere.

Dissidio
Ed a proposito di vecchie glorie, questa edizione sarà anche occasione per un ritorno d’eccezione sulle scene, quello dei Dissidio. La band lametina che una decina d’anni fa portò una vera e propria ventata di aria fresca nel sottobosco dell’underground italiano. Un progetto unico ed originale, dalle molteplici influenze (che spaziavano dalla musica al cinema, soprattutto, al teatro) capitanato da quel Michelangelo Mercuri che poi sarebbe balzato agli onori delle cronache musicali con l’acronimo N.A.I.P.
I palchi del Color Fest quest’anno saranno addirittura sei. Sono previsti, infatti, anche due palchi nei due Lidi adiacenti la location del festival, all’interno dei quali si potrà ballare sin dal pomeriggio, dopo magari aver fatto un bagno e preso un po’ di sole.
E i palchi del Color Fest sono sempre stati una fucina di nuovi talenti (spesso anche votati alla sperimentazione), ma anche un porto sicuro per chi vuole ascoltare e, soprattutto, ballare i ritmi più in voga. Ed ecco allora che segnaliamo i nomi dei protagonisti del dancefloor di quest’anno: Mace, con il suo dj-set tra hip-hop, house e global club music, e Populous, producer e sound designer che mescola elettronica, world music e hip hop. Non mancheranno poi i dj-set dei resident Fabio Nirta, Daniele Giustra e Vagliolise, che ci permetteranno di ballare fino a notte fonda.
Oltre a quelli dell’area principale, un palco sarà allestito all’interno della zona camping e un altro ancora ospiterà gli after-show che concluderanno le tre serate del festival. Il Color Camp, tra l’altro, prevede anche una serie di attività riservate a chi deciderà di vivere il festival, in maniera ancora più immersiva, nel camping adiacente l’area concerti.
La sezione del festival delle Marley Acoustic Stage, invece, prevede le esibizioni più intime di Scarda, L’Ennesimo, Francesco Morrone, Micojoao, Speedy e Altea.
Ma torniamo un attimo sull’aspetto dell’internazionalizzazione. Un tema la cui importanza forse potrà essere vista in un’ottica più esatta se si pensa che da sempre le possibilità di avere artisti internazionali a Sud è stata un vero e proprio miraggio. Dopo l’esperienza dell’Ypsig Rock, negli ultimi anni solo i festival pugliesi hanno saputo sopperire a questa maledetta mancanza.
Partendo dalla storica presenza dei Soft Moon nel 2015, le ultime edizioni del Color Fest hanno, invece, battuto sempre più convinte la strada dell’internazionalizzazione.
Da quando poi, 2 anni fa, è nato il Be Color Fest, questa strada è diventata la strada maestra, costellata da eventi memorabili per questa periferia dimenticata da Dio e spesso anche dalle agenzie di booking…
Proviamo a procedere con ordine, andando alla scoperta degli ospiti internazionali di questa edizione del festival. Durante la giornata di apertura, martedì 12 agosto, avremo modo di apprezzare la band francese Isaac Delusion. Autori, sin dal 2012, di un dream pop elettronico che si rifà ai compatrioti Phoenix, ci permetteranno di ascoltare e apprezzare il loro pop sofisticato e molto orecchiabile.
Mercoledì 13 agosto avremo, invece, la fortuna di imbatterci in uno dei progetti più interessanti degli ultimi anni in ambito alternative. Si tratta degli irlandesi Chalk, band di Belfast che ha all’attivo ancora solo tre Ep (“Conditions”, “Conditions II”, “Conditions III“) pubblicati a partire dal 2022. Ma che è già riuscita a guadagnarsi un posto di primissimo piano nella scena inglese, con un micidiale e ipnotico mix tra post-punk, noise rock, industrial, techno ed elettronica.
Di loro vi avevamo già parlato qui, all’interno del consueto resoconto di fine anno con le migliori uscite discografiche del 2024.
E arriviamo così a giovedì 14 agosto, giornata in cui il Color Fest prenderà le sembianze di Be Color. Se non sapete ancora di cosa si tratta, vi spieghiamo allora che i due principali festival delle estati calabresi, il Color Fest e il Be Alternative Festival, da un paio d’anni, hanno deciso di unire le forze per dare vita ad una sorta di Super Festival, grazie ad una comunione di intenti e di scelte artistiche e imprenditoriali.
I primi ospiti internazionali della giornata Be Color saranno i Dov’è Liana, band francese nata però a Palermo. “Ispirato dalle loro esperienze a Palermo, il gruppo crea una musica immediatamente identificabile, mescolando il French touch con influenze italiane e rock per dare vita a una nuova house pop, allo stesso tempo sensuale e selvaggia” (djangomusic.it).
E si fa poi un salto fino in Canada, per quella che sarà, per questo tour, l’unica data italiana di Ekkstacy. Il giovanissimo songwriter canadese che già con il suo primo singolo, tre anni fa, ha realizzato un vero e proprio tormentone social, ma di quelli belli, davvero belli: “I walk this earth all by myself”.
Un personaggio genuino, spontaneo, che sembra vivere la musica allo stesso tempo come fosse un gioco, ma il gioco che diventa la cosa più importante della sua vita. Incapace di nascondere il suo tormento interiore, i suoi problemi personali e familiari, ma anche il grande attaccamento verso i suoi amici, che sono spesso al suo fianco nei video e nelle storie sui social. Un talento puro che, siamo sicuri, varrà la pena scoprire anche dal vivo.
Lo seguiamo, infatti da diversi anni, e il suo disco omonimo svettava tra i nostri preferiti del 2024.

James McGovern – The Murder Capital
A chiudere il Color Fest, saranno The Murder Capital e Shame, ossia due delle quattro band più importanti della scena post-punk mondiale. Irlandesi i primi, inglesi i secondi, le due band sono accomunate da live energici, posizioni e rivendicazioni politiche precise, sempre senza compromessi. Come i loro testi, impreziositi sul palco dalla notevole presenza scenica dei due carismatici leader, James McGovern e Eddie Green.
Il penultimo album dei Murder Capital, “Gigi’s Recovery”, aveva conquistato il primo posto della nostra classifica dei migliori dischi del 2023.
Da non dimenticare che la seconda tappa del Be Color, che si svolgerà sabato 2 agosto sull’altopiano della Sila, prevede poi le esibizioni, tra gli altri, di Jeff Mills, tra i nomi più influenti della storia della musica elettronica e punto di riferimento della techno di Detroit, Christian Löffler, uno dei producer più importanti della scena elettronica europea, e gli italiani Almamegretta.
Che dite? Vi sembra sufficiente?
Il programma completo e altre info le trovate sul sito del festival e sui relativi social. A noi non resta che una sempre più breve e trepidante attesa.