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Korishanti e il suo nuovo singolo “Il pessimista”

Il Pessimista”, nuovo singolo di Korishanti

“Il Pessimista”, nuovo singolo di Korishanti, segna il ritorno della formazione torinese con un lavoro che fonde pop e reggae in un intreccio sonoro profondo e coinvolgente.

Il brano  si sviluppa come un dialogo intimo tra due amici, le cui visioni opposte della vita si confrontano e si scontrano: da un lato il disincanto di chi si lascia abbattere dalle difficoltà, dall’altro la speranza di chi continua a guardare al futuro con fiducia. Le strofe si alternano creando un vero e proprio confronto interiore, reso ancora più efficace dalle voci dei protagonisti.

Visto il nuovo singolo abbiamo pensato di fare qualche domanda ai Korishanti.

“Il Pessimista” è un brano che mette a confronto due visioni della vita: com’è nata l’idea di raccontare questo dialogo?

L’idea trae spunto da un dialogo realmente avvenuto tra Cico, cantante della band,  e un amico normalmente positivo che per la prima volta mostrava un lato di sé cupo e pessimista. Da ciò è nata una riflessione che facciamo spesso tra di noi: come ci si incontra davvero, quando si guarda il mondo da punti di vista opposti? Il Pessimista non è una sfida tra chi ha ragione e chi ha torto, ma un invito all’ascolto del proprio io, nell’eterna dicotomia tra sentimento e razionalità.

Com’è nata la collaborazione con Bunna degli Africa Unite?

Bunna è un artista che stimiamo da sempre. La sua voce e la sua presenza hanno segnato la musica italiana, e il suo approccio umano e musicale risuona con il nostro. Quando abbiamo scritto ed arrangiato Il Pessimista in chiave reggae, ci è sembrato naturale proporgli di essere parte di questo dialogo: lui ha accolto l’idea con entusiasmo e grande generosità. È stata una collaborazione naturale, umana prima ancora che artistica.

Avete cominciato come trio strumentale nel 2009 e oggi proponete un set elettrico: come si è evoluto il vostro percorso musicale?

All’inizio eravamo un laboratorio sonoro, senza parole ma con tante idee. Poi, col tempo, è arrivata l’esigenza di dire, di scrivere, di cantare, alimentata anche dall’anima cantautoriale di Cico Moreno. Il passaggio a un set elettrico è stato naturale: ci ha permesso di espandere le dinamiche, di sperimentare nuovi suoni, di essere più diretti senza perdere la nostra identità. È un’evoluzione continua, che nasce dalla curiosità e dalla voglia di mettersi in discussione.

In che modo Torino ha influenzato il vostro modo di fare musica?

Torino è una città che respira profondità, contrasti, cultura. Ha un ritmo tutto suo, spesso sottotraccia, ma molto presente. Crescere e suonare qui ci ha insegnato il valore dell’autenticità, della resilienza, ma anche della contaminazione. Torino ci ha anche dato una scena musicale viva, con cui confrontarci e crescere, ma forse è proprio il carattere della città ad averci influenzato di più: un equilibrio tra malinconia e voglia di riscatto che sentiamo molto nostro.

Il Pessimista” anticipa il nuovo album previsto per l’autunno 2025: potete darci qualche anticipazione sul concept del disco?

Non sarà un concept album in senso stretto, ma c’è sicuramente un filo che lega i brani. C’è un’energia nuova, più diretta, ma anche spazi più intimi e introspettivi. Non tutto sarà assimilabile ai lavori precedenti, ma il nostro suono resterà riconoscibile.

Come nascono le vostre canzoni: parte tutto da un’idea musicale, da un testo, o da un’esperienza personale?

Ogni brano ha una storia diversa. A volte nasce tutto da una melodia suonata per caso durante una prova, altre volte da una frase appuntata o da un’immagine che ci colpisce. Spesso ci confrontiamo su temi che ci stanno a cuore, e da lì parte una scrittura condivisa. Di sicuro le nostre canzoni nascono sempre da qualcosa di autentico: un’esperienza vissuta, una domanda che ci portiamo dentro, un’urgenza espressiva che trova la sua forma in musica.

Ringraziamo Sollevante Press per l’intervista.