Live Report

Peter Erskine e la Dr.Um Band all’Auditorium di Roma

Peter Erskine e la Dr.Um Band all'Auditorium di Roma

L’ICONA NON SI FERMA: LA FUSION ANCORA VIVA

Roma, domenica nera. Tra il blocco del traffico della domenica ecologica e l’assedio calcistico dell’Olimpico, la Capitale è stata paralizzata. Eppure, nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, è andato in scena un vero e proprio atto di resistenza sonora. Nonostante la “tempesta perfetta” logistica, la sala era piena e l’aria carica di elettricità.

L’attesa per l’arrivo di Peter Erskine e la sua Dr.Um Band era palpabile. Un’icona. Un pezzo di storia che ha scandito i ritmi leggendari dei Weather Report e degli Steely Dan. Appassionati assiepati attorno al drum-kit, quasi fosse un reperto archeologico da studiare e fotografare, cercando di carpire i segreti di un maestro. Quando la band è apparsa, la standing ovation è stata un ruggito: la musica ha trionfato sul caos.

 

LA DR.UM BAND: UN SEXTET DA PELLE D’OCA

Erskine non è solo tecnica; è soprattutto sensibilità e un tocco inconfondibile. E per questa masterclass di fusion, si è circondato di veri giganti:

  • Mike Mainieri (Vibrafono): Il fondatore degli Steps Ahead, altra band-pilastro della fusion. Un tocco che è pura leggenda.
  • Bob Sheppard (Sassofono): Un curriculum che include mostri sacri come Chick Corea, Herbie Hancock e Stevie Wonder.
  • Matthew Garrison (Basso): Uno dei bassisti più innovativi e irriverenti del jazz contemporaneo, capace di scolpire il suono.
  • Cedric Hanriot (Piano/Tastiere): La liaison francese con collaborazioni di peso, da Dianne Reeves a John Patitucci.

Il concerto è stato un trionfo, un omaggio vibrante alla jazz fusion. Tra brani dei Weather Report e degli Steps Ahead, la band ha fatto riemergere l’energia e l’ecletticità di un genere che sembrava confinato nei manuali di storia. Ma con l’abilità e la sensibilità di questo supergruppo, la fusion è tornata a essere musica viva, potente e necessaria. Una serata che ha messo in chiaro una cosa: il jazz, quello vero, non teme né il blocco del traffico né le partite all’Olimpico. Ha solo bisogno di un palco.

Le fotografie del concerto per noi di CSI magazine sono di Adriano Bellucci / Fotografi Jazz Roma.