Interviste e recensioni

Total Reverends: Cronache di Ribellione e Passione nel Rock-Blues d’Autore

Il disco di esordio dei Total Reverends

Rock Blues Autentico Ribelle, il disco di Francesco Forni e Piero Monterisi.

Il panorama musicale accoglie l’irrompere dei Total Reverends, il progetto musicale di Francesco Forni e Piero Monterisi, con un disco  rock blues autentico ribelle che non teme di esplorare le dicotomie più scomode dell’esistenza umana, bilanciando sonorità rock-blues viscerali con testi di profonda carica critica e confessionale.

L’album si presenta come una lucida analisi delle nevrosi contemporanee, avvolta in un sound che omaggia i grandi maestri del genere, lo abbiamo ascoltato il loro lavoro pubblicato il 10 ottobre e che porteranno da fine mese in alcune città italiane (Napoli, Cerignola, Castiglione del Lago, Roma e Taranto).

L’apertura è affidata a brani di satira sociale tagliente. “all U can Hit” non è solo musica, ma un vero e proprio atto d’accusa contro l’aggressività indiscriminata, traducendo la competizione sociale in un cinico “abbonamento” al colpo basso. Segue “Virus”, che eleva il disagio a manifesto nichilista, rigettando la manipolazione mediatica e preferendo una “tortura” autentica all’ipocrisia del mondo esterno. È una dichiarazione di guerra al conformismo, suonata con rabbia e disillusione.

Il cuore pulsante del disco, tuttavia, batte al ritmo della passione e del desiderio. “Magdalene”, in particolare, emerge come un inno al potere femminile e alla forza travolgente dell’attrazione, descritta senza filtri come una tempesta che rende “schiavi del desiderio”. L’amore, qui, non è romanticismo edulcorato, ma una forza primordiale che esige immediatezza, come testimonia anche l’urgenza di “LOVE ME”.

Total Reverends

Musicalmente, i Total Reverends dimostrano di saper maneggiare con sapienza le radici del genere. “LOVE & PAIN” è un solido rock/blues che attinge alla tradizione spirituale per compiere una confessione amara: una vita passata “bruciando come una cometa”, travolgendo gli altri nel bene e nel male. Allo stesso modo, l’introduzione di elementi folk-rock in “MARY ANN” dona profondità emotiva, trasformando un rimpianto personale in una preghiera corale, universale nella sua invocazione al perdono.

Il disco si chiude con due tracce emblematiche. “train 2 HELL” affronta l’auto-sabotaggio con un rock retrò che cita Robert Johnson, sminuendo con ironia il valore dell’anima nel mercato moderno. Infine, “Uniforms”, impreziosita dalla collaborazione di Roberto Dell’Era, funge da epilogo riflessivo. È un appello all’autenticità e alla presenza di sé in un sistema che predilige il cittadino produttivo a quello felice. L’album dei Total Reverends è, in definitiva, un lavoro coraggioso e ben confezionato, che utilizza l’energia primordiale del rock-blues per invitare all’unica rivoluzione possibile: quella interiore.