Il nuovo album degli Armonite intitolato “And the stars above”, rappresenta un viaggio tra stili e generi apparentemente differenti tra di loro, con una giusta dose di tecnica e creatività.

Lorenzo D’Antoni ha scambiato due parole e questo è il risultato. 

Lorenzo – Ciao Paolo, com’è nato il vostro progetto?

Armonite – Gli Armonite nascono giovani e incolti studenti di conservatorio nel 1996. Avevamo una band col violino elettrico per fare un po’ di casino. Abbiamo registrato un album, fatto qualche live e poi ci siamo sciolti. Solo nel 2015 io e Jacopo, stanchi della solita routine, abbiamo deciso di fondare una nuova band, mutuando il nome dalla nostra vecchia.

Lorenzo – Il vostro genere è difficilmente etichettabile, come lo chiameresti?

Armonite – In effetti non abbiamo un vero e proprio genere di riferimento, per cui ci definiscono “prog rock”. I brani nascono da un vocabolario caleidoscopico perché ci piace ascoltare musica di qualità senza riserve di stile. Per il precedente album pensavamo al prog metal; per quest’ultimo, preferisco usare una definizione più generica, tipo “rock strumentale”.

Lorenzo – Quali sono state le tue influenze principali?

Armonite – Beatles, Deep Purple, Yes, Rush, EL&P, Jethro Tull, Queen, Metallica, Pantera, Nirvana, Foo Fighters, Dream Theater, Queensryche, Spock’s Beard, Porcupine Tree, Yanni, Vangelis, Andrew Lloyd Weber – giusto per fare qualche nome, oltre alla musica classica e alla world music.

Lorenzo – Con chi ti piacerebbe collaborare? Sia artista italiano che estero.

Armonite – Probabilmente con Plini: mi sembra un’artista di grandissima musicalità, prima ancora che un virtuoso della chitarra. Oppure con un compositore di colonne sonore, tipo Thomas Newman.

Lorenzo – Raccontami della vostra esperienza in studio, qualche aneddoto?

Armonite – La bonus track “A Playful Day” per quartetto d’archi è stata assurdamente complicata da registrare. Cercavamo un’esecuzione ritmica, energica, asciutta, ma era difficile ottenere quel risultato, soprattutto a causa degli incastri ritmici e dei frequenti avvicendamenti tra arco e pizzicato.  Dopo un giorno di prove, abbiamo ripiegato su una registrazione multitraccia. Jacopo ha sovrainciso violino I, violino II e viola, e Gabriele Montanari il violoncello.

Lorenzo – Progetti futuri?

Armonite – Partiremo in tour per la promozione dell’album a cominciare dal Giappone, dove abbiamo 5 concerti. Poi completerò il mio demo di musica per film e mi dedicherò al nuovo disco degli Armonite. Con qualche sorpresa in più…!

di Lorenzo D’Antoni

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