Lui è Stefano Rampoldi in arte EDDA, frontman dei Ritmo Tribale e tra gli esponenti più credibili della musica indipendente italiana, avendo saputo influenzare – con la sua personalità – tutto quello scenario musicale che negli anni ’80-’90 offriva un’ottima alternativa alla commercialità.

Lo scorso 24 aprile EDDA ha incendiato il Teatro dell’Acquario di Cosenza per un concerto organizzato da Il Filo di Sophia, o Sònia come simpaticamente rinominato dall’artista. Prima del live, con la nostra troupe, siamo riusciti ad intervistarlo e conoscerlo meglio, quattro chiacchiere sul suo recentissimo lavoro, Graziosa Utopia (Woodworm), e sulle nuove leve della musica italiana.
Un nuovo sound caratterizza questo album, dove ballate come Spaziale o Signora la fanno da padrone, mantenendo una linea quasi pop che – oltre a continuare il discorso lasciato in sospeso in Semper Biot – fa apprezzare ancora di più EDDA quando esplode sul palco con la sua smania nostalgica che ricorda la presenza scenica dei live targati 90’s.

Mancano i capelli lunghi – è vero –, ma la carica è sempre quella di circa vent’anni fa, come l’animo punk e la poesia malinconica ma potente, che rendono l’intero album un vero portento, sottintendendo quasi uno schiaffo morale a tutti gli artisti – indipendenti soprattutto – di oggi, quasi a voler dire loro: “EDDA è tornato, ora fate voi di meglio se vi è possibile”.
Graziosa Utopia è un album che non può non essere posseduto, e vi consigliamo di seguire il buon Stefano e la sua band durante il tour, ovunque lo troviate.

Benedicimi” è il brano che abbiamo scelto per realizzare la nostra live session, il bianco e nero che si addice all’eleganza del brano e del palcoscenico teatrale.

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