Live Report

|Live Report| Rivivere il “Fastidio” di Kaos 28 anni dopo

Kaos & Dj Craim - Fastidio Tour 2024

Fastidio Tour 2024 di Kaos & Dj Craim nasce dopo aver recuperato le strumentali del disco pubblicato nel 1996 in versione originale

 Le aspettative ei sentimenti di Kaos su questo tour sono raccontati da lui stesso in questa intervista realizzata da All Hip Hop Magazine, la rivista di culto che dal 1991 in Italia dà spazio a questo genere musicale.

 

Fastidio è un album di culto per l’hip hop italiano, non solo perché è stato uno dei primi dischi Hip Hop Hardcore in Italia, ma perché le basi (quasi tutte curate da Neffa) e testi  lo rendono un disco senza tempo e valido nel significato ancora oggi a quasi trent’anni dalla sua uscita.

 L’unico ostacolo all’esecuzione dal vivo delle canzoni di Fastidio, in tutti questi anni , è stato non riuscire ad avere le basi originali di una qualità tale per riproporle dal vivo e  Kaos si è rifiutato di esibirsi con basi e arrangiamenti diversi.

Insomma, sia lui che i fan hanno aspettato a lungo, ma da quello che abbiamo visto e sentito al Monk di Roma ne è valsa la pena.

 Non deve essere stata facile questa operazione: Kaos in Fastidio ha messo tutta quella disillusione e rabbia giovanile che erano figlie del tempo e a questo va aggiunto il lavoro machiavellico sulla metrica, il paziente uso delle figure retoriche e la capacità di sillabazione unità alla sua voce roca, graffiata e aggressiva che rendono ancora più aspro il suo flow.

Una voce inevitabilmente diversa da quella che sentiamo sul disco, ma sempre incisiva e chiara. Anzi dal vivo, questo rapper che oggi ha 53, è riuscito a rendere le parole più chiare e ritmate senza però alterare il senso delle canzoni.

  Di solito gli artisti italiani fanno delle “operazioni nostalgia”, riproponendo dischi in vista di anniversari speciali, magari cambiando arrangiamenti, facendo featuring e a volte cambiando persino i testi per renderli più attuali. Kaos invece non ha fatto nulla di tutto questo.

Ha provato a riportare da dal vivo le canzoni di Fastidio come negli anni Novanta o almeno ci ha provato con tutto il cuore e dobbiamo dire che gli sforzi sono stati ripagati.

Quello che abbiamo visto sul palco della venue romana è stato un uomo, non più un ragazzo, che non ha mai smesso di lottare contro il music business malato e ipertrofico con lo stesso spirito battagliero di quando aveva 25 anni.

 Il concerto di Kaos –  accompagnato dal talentuoso Dj Crime che che ha maneggiato con cura e rispetto le basi e allo stesso tempo è riuscito a venire incontro ad un Kaos che inevitabilmente aveva bisogno di qualche pausa in più – è stata una lezione di stile, determinazione e forza fisica e mentale che è raro trovare in giro di questi tempi.

Ma devo dire che la cosa che mi ha sorpreso più di tutto della serata al Monk  è che mi sarei aspettato una sala piena di vecchi nostalgici come me che quel disco lo hanno vissuto negli anni Novanta e invece c’erano un sacco di ragazzi e ragazze poco più che vent’anni. E questo è un segno, o almeno mi piace pensarlo, che la qualità della vecchia scuola in questo genere musicale non passa mai di moda e se oggi gli artisti pionieri dell’hip hop italiano sono ancora in giro e non smettono di appassionare le nuove generazioni è un segnale positivo non solo per un genere in continua evoluzione, ma per tutta la musica italiana.

di Damiano Sabuzi Giuliani

foto di Giulio Paravani