Ci sono concerti e concerti: questo è davvero un live con i fiocchi. Sarà la quarta volta che vedo i Negrita in concerto, ma con questo tour teatrale si sono davvero superati.

Milano ha recepito il messaggio ed il Teatro degli Arcimboldi ha registrato un tutto esaurito, più che esaurito, tant’è che noi fotografi e tanti operatori, siamo rimasti in piedi a goderci il concerto.

I Negrita hanno deciso di festeggiare il loro venticinquesimo anniversario di carriera con questo meraviglioso tour teatrale “ in acustico”, che poi proprio in acustico non è.

I brani sono sicuramente stati ri-arrangiati in una chiave meno elettrica ed è stata data la precedenza a chitarre e archi, che hanno fatto mostra di sé sul palco, per tutta la durata dello spettacolo.

Devo dire che la rivisitazione di diversi brani ha regalato loro una nuova vita, forse anche migliore rispetto alle versioni originali.

Ben studiata anche la scena, Pau seduto al centro del palco, Drigo prima al pianoforte, poi alla chitarra e poi cantante; il poliedrico Mac alla chitarra, Giacomo Rossetti al basso con il suo splendido cilindro in testa; Guglielmo Gagliano alle tastiere ed al violoncello e Cristiano della Pellegrina alla batteria.

A grande sorpresa, soprattutto mia, perché sembrava che qualcuno mi avesse letto nel pensiero, alla scaletta è stata aggiunta la meravigliosa Hemingway, una delle più belle canzoni tratte dall’album Radio Zombie del 2001.

Il concerto di oltre due ore ha fatto volare il tempo. Auguro ai Negrita almeno altri 25 anni di concerti così!

di Silvia Saponaro

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