Usciti il 10 Gennaio con “NDP”,tre minuti e mezzo di energia rock in cui chitarra, basso, batteria e sax sono una locomotiva lanciata in territori vicini a Meat Puppets e alle incarnazioni più pop dei Motorpsycho, con la voce urlata che esplode nel chorus e porta il messaggio dritto in faccia all’ascoltatore.

Stiamo parlando de I Gassman, band di Camandona (BI) con una produzione artistica di tutto rispetto, un crowfounding andato a buon fine e tanto da raccontare nel loro “Noi non ci facciamo male”.

Ciao ragazzi, cominciamo subito col chiedervi perché “Gassman”?

E’ stata una decisione presa circa cinque minuti prima di salire sul palco per il nostro primo concerto: suonavamo insieme da circa un mese e mezzo – giusto il tempo di comporre i primi quattro pezzi – e in quel periodo non fummo capaci di trovare un nome.

Messi di fronte all’urgenza di doverci presentare in qualche modo, ci venne l’idea istintiva di chiamarci “Gassman”, pensando soprattutto ai ruoli più spacconi e iperbolici del grande Vittorio.

Col senno di poi ci riconosciamo perfettamente nel suo Brancaleone o nel suo Bruno Cortona de “Il Sorpasso”: sul palco abbiamo un’indole istrionica e chiassosa, proprio come questi personaggi, a cui siamo molto affezionati.

I vostri volumi sono abbastanza alti, non vi preoccupa che il vostro sound sia troppo grezzo per gli ascoltatori “indie”?

La scelta dell’aggettivo “grezzo” è perfetta per descrivere la nostra musica: crediamo in un rock viscerale, fulminante, che un minuto ti grida in faccia e quello dopo ti sussurra all’orecchio.

Sui volumi e sul pubblico indie: crediamo che anche partendo da ascolti diversi, se un pezzo è valido, in qualche modo “arriva” lo stesso.

Abbiamo letto della vostra esperienza ad Abbey Road, raccontateci un po’!

E’ stato un sogno ad occhi aperti, per il quale ringraziamo di cuore il nostro produttore Andrea Pellegrini e l’amico – nonché Audio Engineer resident degli Abbey Road Studios – Stefano Civetta.

Ad Abbey Road abbiamo rifinito i mix dei nostri pezzi in uno degli straordinari mixer analogici delle loro sale e la “trasformazione” è stata veramente notevole.

Dopo la sessione di missaggio, ci siamo goduti un tour notturno in giro per gli Studios: per beatlesiani come noi, poter entrare nello Studio 2 e ascoltare “Penny Lane” suonata da Stefano con lo Steinway originale con cui venne registrata è stato un momento veramente incredibile.

Siete reduci anche da un’ottima campagna di crowdfunding, come avete vissuto questa esperienza?

La campagna di crowdfunding è stata molto impegnativa, ma il risultato è stato notevole: abbiamo raccolto il 175% del nostro obiettivo, con più di 160 donatori.

Sicuramente ci aspettavamo una risposta energica da parte del nostro seguito di amici e fan, ma non pensavamo che potesse raggiungere questo livello: è stato davvero bello.

L’unica nota deludente è stato il tipo di supporto ricevuto dalla piattaforma a cui ci siamo affidati: di tutta una serie di “ricompense” aggiuntive non abbiamo ricevuto praticamente nulla.

Con chi vi piacerebbe collaborare?

Qui dobbiamo scinderci in cinque e rispondere singolarmente:

Tagliola: “Tra gli artisti viventi, vorrei collaborare con Eugenio Finardi o con Paolo Benvegnù. Potendo sognare liberamente, sicuramente con Lucio Dalla”.

Joe: “Mi piace immaginare un sogno potenzialmente realizzabile, magari una collaborazione con Salmo, Caparezza, Jovanotti, Fossati”.

Rod: “Subsonica, Fratelli Calafuria, Meg, Carmen Consoli e, proprio sognando passare una serata creativa con Franco Battiato”
Giga: Elio, Elisa, PFM.

Frankie: “Afterhours e Subsonica!”

Andreste mai ad un talent?

No. Non abbiamo nulla contro i talent, ma semplicemente non ci interessano: crediamo che non sarebbero il luogo giusto per presentare la nostra musica.

Quali sono i vostri progetti futuri?

A fine febbraio uscirà il nostro primo disco, “Noi non ci facciamo male”, e abbiamo in programma un po’ di date in Piemonte e in Toscana.

Poi ad aprile e maggio, Rod e Tagliola diventeranno papà, quindi ridurremo le uscite, ma solo per un breve periodo: a partire dall’estate saremo in giro a combinare disastri.

Nel frattempo, uscirà il nostro secondo singolo, “Non andare”, e dall’autunno inizieremo a lavorare sulle canzoni del prossimo album!

csimagazine.it

Condividi