L’otto novembre Eleonora Rapezzi era al Bronson di Ravenna per regalarci altri dei suoi meravigliosi scatti. Il soggetto stavolta è Micah P. Hinson, in tour in Italia grazie a Bronson Produzioni. In apertura al concerto del musicista texano gli Opez, duo di Cesena.

“Beyond all ideas of right and wrong there is a field, I will meet you there”. Si intravedono queste parole dietro le corde della chitarra di Micah P. Hinson. Probabilmente è una citazione di un pensiero attribuito al filosofo persiano e mistico sufi Rumi. Il luogo oltre tutte le idee giuste o sbagliate dove il cantautore texano ci incontra è la sua musica.

Micah P. Hinson è uno degli artisti statunitensi più interessanti degli ultimi anni. Ritorna in Italia per presentare il suo nuovo lavoro, Micah P. Hinson Presents The Holy Strangers, definito da lui stesso una “modern folk opera”. Registrato a Denison (Texas), il disco raccoglie 14 tracce incise interamente in analogico ed è stato promosso a pieni voti dalla critica internazionale.

Stile eccentrico, sigaretta sempre in bocca, Micah P. Hinson è un personaggio complesso e affascinante. Il Bronson di Ravenna lo accoglie calorosamente, il suo pubblico condivide ogni nota e parola che partono dal palco e si diffondono calde e potenti dappertutto. La sua è una musica penetrante, definita da molti sofferta e triste, sicuramente questa sensazione deriva dalla vita personale dell’artista. Nonostante fosse una vita costellata di enormi sfide, dolori e gravi problemi, l’artista è riuscito a non fermarsi e continuare a scrivere la sua musica.

 

 

Meritano una menzione d’onore anche gli Opez, il duo composto da Massi Amadori alla chitarra e Francesco Tappi al contrabbasso. Una formazione originale e enigmatica, perfetta introduzione per lo show di Micah P. Hinson. Gli Opez hanno riscaldato l’atmosfera con il loro “suono di legno e di corde malinconico, afoso, assetato”, calzante autodescrizione del loro sound.

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