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|Interview| Intervista ai Bluedaze: ritratto di una timida estate

Il loro singolo è solo l’anticipazione di un disco che vanta la produzione di Martino Cuman dei Non Voglio Che Clara.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i Bluedaze, band di Varese che ha esordito nel cuore della quarantena con Hodad, un singolo per chi ama i festival sulla spiaggia, per chi ancora sta aspettando l’estate che la quarantena ancora non ci ha portato via. 

Ciao ragazzi, grazie per aver accettato quest’intervista. Ci riassumete chi siete, e come siete arrivati alla pubblicazione di questo primo singolo?

Siamo quattro amici che vivono in provincia di Varese, vicino al Lago Maggiore. Dopo aver passato mesi a parlarne e basta in una chat di Whatsapp, nel 2017 ci siamo decisi a suonare insieme e abbiamo scoperto che ci diverte molto. Così siamo andati in questo bellissimo studio di registrazione sul lago che c’è nelle nostre zone – La Sauna Recording Studio – insieme a Martino Cuman (Non Voglio che Clara) – e abbiamo registrato un disco psych/dream-pop di cui Hodad è il primo singolo.

Il vostro sembra un sound indirizzato più verso la scena internazionale che al marasma di it-pop che stiamo incontrando ultimamente. È una presa posizione?

In realtà non c’è mai stata una vera e propria presa di posizione contro l’it-pop, nel senso che non ci siamo mai trovati in sala prove a dirci “ok, facciamo un disco che NON suoni così”.

Ci siamo concentrati più che altro sul sound e sull’atmosfera che volevamo creare, facendoci influenzare dagli ascolti di ognuno di noi (tantissimi e per la maggior parte internazionali).

E partendo dalle basi, che cosa significa il nome Bluedaze?

Bluedaze è il nome di un fiore ed è arrivato anche piuttosto tardi rispetto a tutto il resto (dopo le registrazioni del disco, per capirci). Ci è piaciuto subito perchè è delicato, con qualche venatura psych e rimanda a quel torpore vagamente malinconico, “blue”, che ci piace tanto.

Chi siete quando non suonate?

Quando non suoniamo, siamo amici che fanno dei viaggetti insieme, ogni tanto, e che vanno a un sacco di concerti (almeno quando non ci sono pandemie di mezzo). Abbiamo tutti altri lavori, ovviamente. Molti c’entrano con la musica, però. Tre di noi sono colleghi a NeverWas Radio, per esempio.

Parentesi nerd. Ci raccontante com’è una giornata in studio con voi?
E qual’è la vostra attrezzatura? (Siate anche parecchio specifici).

Il luogo dove sogniamo, facciamo le prove e registriamo alcune cose, sono i Pablo Estudios: un posto magico dove accadono cose e si incontrano persone. Lì si sono registrati dischi, passate nottate hardcore e consumati amori. Non c’è una giornata uguale all’altra ai Pablo Estudios. Sai come entri, ma non sai come ne esci.

Parti con un’idea a inizio giornata e ora di sera è stata già rimodellata completamente. E il giorno dopo ancora. Fino a che non si trova una quadra definitiva.

Il nostro processo di lavoro prevede molte rimodulazioni, non ci fermiamo mai alla prima idea, preferiamo avere tante opzioni prima di scegliere quale sia la strada da seguire. A livello di strumentazione, tutto ruota intorno al computer di Francesco, dove vengono registrate tutte le idee che abbiamo in mente. Poi in base alla situazione si decide se lavorare più “in the box” o se sfruttare i mezzi messi a dispozione dai Pablo Estudios.

In generale, gli ingredienti fondamentali per ottenere quello che noi sportivamente chiamiamo “The real Bluedaze Sound” sono: Peavey Bandit 112 (un must have, da sempre sottovalutato) che accoppiato con una chitarra Made in Japan regala grandi emozioni; Korg Minilogue (piccolo, ma caratteristico); una replica versione pedale del pre di una Ampeg SVT anni 70’ griffato AS ROMA (rigorosamente Made by Manuel), una Premier del 1965 (ovviamente sparkle) e un imprescindibile Fender Precision del ‘76 (possibilmente con humbucker e finitura sunburst). Più un ingrediente segreto, che custodiamo gelosamente ai Pablo Estudios.

E nel futuro dei Bluedaze, cosa c’è?

Parentesi blue: nel nostro futuro avrebbero dovuto esserci un po’ di bei concerti che però non faremo a causa del virus. Ma! (momento daze) a fine mese uscirà il video di Hodad e un po’ di altre cosine carine durante l’estate. In autunno, invece, uscirà Skysurfers, il nostro primo album…

 

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