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|Interview| Un Bonsai nella periferia di Torino #nonostantetuttoalberi

盆栽
Bonsai è una parola giapponese formata da due kanji: “bon”, il primo, significa letteralmente ciotola, mentre “sai” rappresenta il verbo piantare.

Come sappiamo i bonsai sono alberi in miniatura, che vengono mantenuti intenzionalmente piccoli grazie a una particolare tecnica di potatura e riduzione delle radici.

I coltivatori di bonsai indirizzano la pianta, durante il processo di crescita, ad assumere le forme e dimensioni volute, anche con l’utilizzo di fili metallici guida. Tutto questo avviene rispettando completamente l’equilibrio della pianta.

Gli orientali definiscono questo tipo di coltivazione come l’unione di natura e arte, così come il magico teatro Nō e il Bugaku, la danza tradizionale giapponese.

Questa tecnica non si può insegnare con formule esatte o regole matematiche, ma con i comuni principi di botanica, senso estetico e una buona dose di pazienza.

Abbiamo parlato con Marcello Giangualano e Roberto Bob Caronte  del loro nuovo progetto, chiamato appunto Bonsai, che da poco ha iniziato a germogliare sul suolo fertile di Torino, radicandosi nei locali di sPAZIO211.

La collaborazione è stata lanciata con una programmazione di musica live che non ha nulla da invidiare a realtà più grandi e storiche del capoluogo piemontese.

In questa intervista hanno raccontato a CSImagazine.it perché hanno scelto, per rappresentarsi, questo termine dal sapore orientale.

Bonsai, un nome che ha un suono Zen e allo stesso tempo Green, chi siete davvero?

Ammetto che il termine Bonsai è stato scelto anche per il suo mood molto pacato, ma rappresenta sostanzialmente la nostra forte determinazione e la voglia di mettersi in gioco in modo definitivo, giunta in maniera del tutto naturale.

L’idea di allacciarci a un’immagine simbolica apparentemente fragile, alla quale è necessario prestare particolare attenzione e cura, ma allo stesso tempo rappresentare una piccola realtà organizzativa che non ha nulla da invidiare rispetto a quelle più grandi. Piccoli ma comunque alberi.

Da qui il nostro hashtag #nonostantetuttoalberi.

Quando sbocciate?

Poco prima del Natale scorso si è presentata l’opportunità di iniziare a lavorare per la prima volta per quanto riguarda alcune date svolte allo sPAZIO211.

Le nostre affinità elettive si sono così incontrate e abbiamo stilato insieme, quasi di getto, una lista di band e artisti con i quali avremmo voluto cominciare un nuovo percorso nel campo dell’organizzazione di eventi.

Tenete conto che non è mai facile salire su un treno in corsa, a causa delle date già fissate nella programmazione dei locali o di trattative in stato avanzato portate avanti dai PR della città.

Nonostante tutto siamo riusciti, con un lavoro costante e faticoso, a confermare diversi nomi presenti sulla famosa lista iniziale all’interno del cartellone di Bonsai.

Inoltre, si è creato un forte interesse intorno alle nostre proposte, forse grazie al nostro tipo di format: una ventata di aria fresca con la quale intendiamo proporci. Quale? Continuate a seguirci sui vostri canali social preferiti!

Niente a che fare col movimento Vegan e nemmeno con l’agricoltura Biodinamica quindi. Di cosa vi nutrite?

Beh, facile. Ci nutriamo di musica in tutte le sue forme e sfaccettature. Entrambi da anni lavoriamo nel mondo musicale, con ruoli differenti che hanno rappresentato un grande stimolo di condivisione e di crescita reciproca.

Condividiamo la stessa passione e visione dell’universo, musicale e non, che parte dal basso e che ci rende ambiziosi e testardi.

Qual è il vostro habitat naturale?

È senza ombra di dubbio il palco o per meglio dire il backstage. Certamente quello di sPAZIO211, con cui condividiamo sogni e ideali.

Ci stimola tantissimo lavorare in un luogo che negli ultimi vent’anni ha ospitato il meglio della musica live italiana e non, e quest’aria di storia si respira intensamente tra le pareti del locale, insieme ai volti di chi ci lavora.

Quest’atmosfera ci responsabilizza e ci spinge a continuare a lavorare al meglio delle nostre potenzialità.

Seguite il ritmo naturale delle stagioni? 

La programmazione procede per il meglio, inizieremo venerdì 8 marzo con il cantautore romano Scarda allo sPAZIO211 appunto, e continueremo con i nomi già annunciati (Gomma, Be Forest, Funk Shui Project & Davide Shorty).

Stiamo provvedendo ad arricchire il calendario con ulteriori date che usciranno nei prossimi giorni, sperando di poter annunciare una sorpresa a cui teniamo parecchio e alla quale stiamo lavorando duramente, ma non possiamo dire altro! Top secret.

Quali frutti dobbiamo aspettarci? (Qual’è la vostra mission?)

L’obiettivo principale non sappiamo ancora precisamente definirlo, ma ci pensiamo spesso.

Magari tra qualche mese avremo una visione più chiara e riusciremo a giudicare adottando un punto divista esterno e oggettivo, ma per ora siamo immersi nel progetto in profondità.

Crediamo però che sia importante divertirci e organizzare eventi che siano in linea con i nostri interessi musicali, cercando di avvicinare ulteriormente il pubblico a una proposta musicale da club di qualità.

Sono arrivati diversi messaggi da direttori artistici e PR di altre città che negli ultimi giorni ci hanno esortato a mettercela tutta, come fosse difficile portare il pubblico di Torino vicino alla musica live.

Beh, diciamo che un primo passo potrebbe essere quello di sfatare questo mito, e cercare nel nostro piccolo di vincere qualche battaglia a favore della musica e delle nuove realtà emergenti.