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|Interview| Questa di Marinelli è una storia vera.

Giovanni Marinelli ha all’attivo ben tre dischi ed un singolo fresco di uscita, “Collezione”, che anticipa l’uscita del nuovo album; in un pomeriggio soleggiato di febbraio, in un bar del centro di Bologna, ci racconta di sé tramite la sua musica.

 Anni fa sei nato come “Giovanni Marinelli”, ora sei diventato solo “Marinelli”. Cos’è cambiato? Chi sei veramente?

Sì, nasco anagraficamente ed artisticamente come Giovanni Marinelli ed in passato ho realizzato tre album con questo nome.

Poi due anni fa ho ricominciato a scrivere nuovi brani, frutto di un percorso personale particolare che si rispecchia anche sul lato artistico, e alla fine della produzione mi sono ritrovato con del materiale molto diverso dal passato.

Così ho deciso, anche insieme alletichetta e al management Mamma Dischi di ripartire con un nuovo nome.

Chi sono veramente? Sono, forse per la prima volta, veramente Marinelli. Ossia sono me stesso, vero, a nudo, in tutte le mie sfaccettature emotive, e sopratutto libero dai miei stessi pregiudizi musicali.

In passato sono sempre stato condizionato molto dal mio background di ascolti e riferimenti legati al mondo prevalentemente rock, italiano e non. Ora, invece, mi sento più libero di scrivere e suonare quello che ho dentro, liberando così anche molti stati danimo accumulati in questi ultimi anni.

Il 31 gennaio è uscito per Manita Dischi il nuovo singolo CollezioneSolitamente si fa molta attenzione alle copertine e personalmente sono rimasta sorpresa ed affascinata dalla tua scelta di raffigurare il brano. Chi sono questi personaggi della tua “collezione”?

La scelta di questo brano come prima uscita ricade soprattutto sul fatto che è il riassunto, nel testo e nella musica, di tutto il disco.

È un brano che parla di tutte le emozioni ed ispirazioni avute negli ultimi anni da situazioni personali, ma anche da vicissitudini legate a gente a me vicino.

Le mie “muse ispiratrici” sono le “persone” che fanno parte a diverso titolo del mio quotidiano.

La copertina del singolo è esattamente lo specchio di tutto questo: un collage di “famiglia”, come un album che riguardi a casa, e per ogni singola persona hai un ricordo, un sorriso, un aneddoto.

In copertina ci trovi dai miei genitori ai miei amici dinfanzia, agli amici delluniversitá, fino alla mia tata. Ci sono le persone che mi hanno spronato a continuare con la musica, quelle che mi hanno anche aiutato materialmente con questo lavoro.

Insomma, tutti quelli che a loro modo e a loro insaputa, hanno contribuito a farmi realizzare il nuovo me.

Che dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro da Marinelli? Cosa ti aspetti, invece, tu?

Il futuro è fatto di sorprese, anche per me (ride, ndr).

Uscirà un secondo singolo a fine febbraio, uno a fine marzo e poi il disco il 9 aprile. È prevista una festa di presentazione qui a Bologna, la città che mi ha adottato ed è ormai la mia casa, ed una serie di concerti per promuovere lalbum.

Mi aspetto di arrivare, a chi ascolterà questi brani, in maniera assolutamente realistica.

Mi piacerebbe che lascoltatore, pur non conoscendomi, possa immaginarmi mentre scrivo quel particolare brano ed immedesimarsi nel contesto umano che lo ha fatto nascere.

E poi mi aspetto di suonare il più possibile e far ascoltare le canzoni dal vivo, perché è la dimensione che più mi appartiene.

Non vediamo l’ora di ascoltare.

 

di Giulia Rivezzi