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|Interview| Napoleone: un progetto artistico con radici ben piantate

Davide Napoleone è un cantautore e autore di canzoni. Fin da piccolo sviluppa un particolare interesse per la musica, influenzato dai dischi di Oasis, The Verve e Blur che iniziano a circolare in casa grazie a suo fratello maggiore.

Le canzoni di Davide Napoleone iniziano a suscitare un interesse che lo portano a fare da spalla ad artisti come Max Gazzè, Brunori Sas, Levante, Riccardo Sinigallia per le loro date campane.

Tra il 2014 e il 2015 abbandona la musica live per dedicarsi totalmente alla scrittura, all’ascolto, allo studio e alla ricerca di una forma di canzone che lo rappresenti.

Nel maggio del 2016, a 23 anni, inizia a collaborare con Sony Atv sotto la guida di Paola Balestrazzi e, dopo aver scritto per nomi importanti come Michele Bravi, Chiara Galiazzo Gaia Gozzi, torna sulla scena con un brano tutto suo, il titolo è Amalfi.

Un omaggio alla Costiera amalfitana e alla sue origini, un brano che nel ritornello presenta l’uso del dialetto in chiave moderna, una storia che affonda le radici nel passato per avere una nuova vita nel presente.

Tutto nasce casualmente dalla ricostruzione di un albero genealogico, un lontano parente, Vito Manzo (Amalfi 05/05/1919 – 4/03/1957), alcune tracce di una vena artistica mai sbocciata. L’amore, la paura del futuro e i limoni, questi sono i tre elementi su cui gira la canzone.

Tutto finisce per puro caso tra le mani di Davide Napoleone che con il suddetto personaggio condivide musica e nome d’arte. Ecco cosa ci ha raccontato!

 Ciao Davide, la prima domanda che voglio farti per conoscere meglio il tuo mondo musicale, è partire proprio dalle origini territoriali. Raccontaci dove sei nato e cresciuto e quanto questo ha influenzato il tuo pecorso artistico e non solo…

Sono nato a Salerno e cresciuto a Capaccio capoluogo, un paesino di poche anime in collina dove sono rimasto fino all’età di 23 anni. Di sicuro crescere in una provincia del sud può darti grossi svantaggi, ma allo stesso modo regala degli anticorpi alla vita e una scorza abbastanza dura per poterla affrontare.

Se vieni dal niente non hai niente da perdere e tutto da dimostrare. Questo vale per la musica come per le altre cose.

C’è un posto in particolare a cui ti senti legato e che consigli come meta anche “non turistica” a chi quest’anno deciderà di venire dalle tue parti?

Capaccio, Paestum! il Cilento in generale è un posto bellissimo., venite ad agosto cosi vi porto in giro nei posti buoni a mangiare!

Parliamo ora di Amalfi, il tuo nuovo singolo, con quali aspettative hai scritto questo pezzo?

Assolutamente nessuna. Avevo necessità di scrivere qualcosa che mi riportasse a casa semplicemente schiacciando play. Funzionava e alla fine ho deciso di non tenerla solo per me.

Eri sicuro che il dialetto fosse apprezzato o avevi qualche timore?

Più che qualche timore ero semplicemente scettico. Non  ho mai scritto in dialetto e soprattutto non mi sono mai ascoltato cantare in dialetto prima di Amalfi. A provino finito mi ha convinto subito e sono spariti tutti i dubbi.

Dietro il progetto di Napoleone, che definirei 2.0, non ci sei solo tu, ma hai degli ottimi compagni di viaggio. Ti va di parlarci anche di loro?

Ho alle spalle una squadra davvero in gamba ed affiatata. A parte Gianluigi Manzo e Andrea Campajola, che insieme a me fanno parte dell’etichetta Tippin’ the velvet, ci sono Fractae ( Paolo Caruccio ) alla produzione dei brani, Simone Sproccati che si occupa di mix e master e Giulia Perna, l’ufficio stampa (e non solo) perfetto a cui affidare questo progetto. Si stanno aggiungendo nuovi elementi ma capirete più in la.

Cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo brano?

Il capitolo successivo. Tutte le canzoni contengono delle storie collegate tra di loro quindi semplicemente godetevi il viaggio.

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