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|Interview| Conosciamo meglio Pianista Indie e la sua musica

Oggi esce il suo nuovo singolo, “Champions League”, che segue “Amsterdam”, uscito per l’etichetta Fenix.

Inarrestabile la vena creativa di Pianista Indie: dopo una serie di perle – Life, il film, La DrogaNon fare il Cremlino e Amsterdam – che nella prima parte del 2022 sono rotolate tra le nostre vite mettendole un po’ in subbuglio, innescando emozioni contrastanti e particolarmente vive, ecco un’altra canzone preparata con un testo prezioso, con parole cesellate tra coscienza nomade e quel cinismo che rende la vita più leggera.

 

In occasione dell’uscita del suo nuovo singolo, ecco un’intervista a Pianista Indie, per conoscerlo meglio!

 

Benvenuto su CSI Magazine e grazie per essere con noi oggi. Nel 2018 hai pubblicato il tuo primo singolo “Urologia”. Cosa c’era prima di allora, prima che la figura di Pianista Indie vedesse la luce?

 

C’era il buio. La musica mi aveva tradito. Ero reduce da alcune esperienze musicali deludenti e avevo perso la fiducia in me stesso. Il mio papà era venuto a mancare da poco. Ho attraversato anni terribili, ero al capolinea. 

 

Esattamente nel mezzo del tuo percorso c’è stata la pandemia. Questo periodo di pausa forzata ha in qualche modo influenzato la musica che hai creato successivamente?

 

No, non ha influenzato la mia musica ma mi ha di certo dato il tempo di sperimentare e creare tanto materiale nuovo. Paradossalmente per me la pandemia è stato un periodo positivo. 

 

Come è nata la tua collaborazione con Fenix?

 

Ho iniziato a lavorare con Mescal nel 2019 dopo i primi singoli, durante il percorso insieme ci siamo imbattuti in Fenix e abbiamo allargato il raggio di azione. Abbiamo un rapporto molto sereno e costruttivo. Mi trovo bene.

 

Il tuo penultimo singolo è una vera e propria dichiarazione d’amore alla città di Amsterdam. Parlandone hai affermato “Quasi nessuno capita per caso ad Amsterdam e io non rappresento l’eccezione”. A questo punto ti chiediamo: come sei capitato lì?

 

Amsterdam è un non luogo, un posto assurdo. Ho deciso di andarci per creare una nuova vita. Ci sono riuscito. 

Ci hai raccontato anche che il contatto con questa città è stato fondamentale sia per la tua vita che per la tua musica. In che modo?

 

Se scrivi canzoni sai che ci sono delle cose che non riesci a spiegare a parole.

Le canzoni arrivano perché devono arrivare e più le cerchi e più ti fregano, non arrivando o arrivando brutte.

Dopo Amsterdam ho iniziato a scrivere tutto quello che sentivo. Senza Amsterdam probabilmente Pianista Indie non sarebbe mai nato. 

 

Qual è secondo te la situazione ideale per ascoltare “Amsterdam”?

 

Prima e dopo il sesso. Almeno 2 volte al giorno, preferibilmente a stomaco pieno. 

… e non ci resta ora che andare a conoscere Champions League!

 

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