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|Interview| Abbiamo conosciuto Saera e il suo mondo

“Tu sei” è il nuovo singolo di Saera, moniker della giovanissima cantautrice romana Sara Errante Parrino, feat. Masamasa.

In uscita per Sbaglio Dischi e in distribuzione The Orchard, il terzo singolo di Saera segue i precedenti brani Prima volta e Corpo Estraneo feat. Puertonico, spostandosi da sonorità RnB ad influenze più pop.

La scrittura rimane matura e la voce ammaliante ci trascinano dentro un brano chill e avvolgente.

Una relazione tossica, la consapevolezza di una malinconia inaspettata, i pianti in cameretta fanno di Tu sei un brano in cui è impossibile non ritrovarsi. 

Il brano vanta la collaborazione con Masamasa, tra i più interessanti artisti della nuova scena, in bilico tra urban e cantautorato, capace di sperimentare e sorprendere come le sue punch-line mai banali.

Abbiamo deciso di farle qualche domanda!

Quando hai scritto questo brano? Cosa stavi passando? Lo senti ancora emotivamente attuale?

Questo brano l’ho iniziato circa un anno fa ed è partito tutto dal ritornello. Ma più che per il periodo che stavo passando, che sicuramente non era dei migliori, era proprio uno sfogo che sentivo di dover fare.

Stavo bene, avevo superato la fase brutta. Adesso, emotivamente, non lo sento, ma è una storia che doveva essere raccontata in qualche modo.

 Come mai hai scelto Masamasa per completare” questo tuo nuovo singolo?

È interessante il mondo di Masamasa. Mi ha affascinata da subito la sua voce e come racconta le sue storie nei suoi brani.

Come descriveresti Rebibbia a chi non c’è mai stato?

Devo dire la verità, abito a Rebibbia ma non la frequento. È una zona tranquilla, si vive tranquilli, non c’è troppo caos. La parte dove sto io è un piccolo paradiso e probabilmente i vicini mi odiano, perché sono l’unica che fa casino dalla mattina alla sera.

Com’è cambiato il tuo modo di fare musica dopo il Covid?

A dire la verità ho iniziato a scrivere qualche mese prima che scoppiasse il Covid, quindi mi sento di dire che non è cambiato molto, ma sicuramente sto crescendo io, soprattutto nella scrittura.

Come sei entrata in contatto con Sbaglio Dischi?

Feci un live al Pierrot Le Fou, un locale qui a Roma (zona Pigneto), insieme ad un mio amico, mi notò uno dei ragazzi dell’etichetta e da lì ci siamo tenuti in contatto, fino a che poi non hanno deciso di prendermi.

Cosa puoi anticiparci del tuo disco di debutto?

Posso dire che quello che sentirete è reale, vissuto sulla mia pelle, ma sto già andando avanti.

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