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|Interview| Quattro chiacchiere con i Santamarya con la y

Finalisti all’ultimo Primo Maggio Next, pronti a far conoscere la loro musica in tutto lo Stivale, partendo dalla Tuscia con un cantautorato dal sapore internazionale.

Sono i Santamarya e hanno appena pubblicato il loro nuovo singolo: Copper. Li abbiamo intervistati per conoscerli meglio.

Iniziamo parlando del vostro nuovo singolo, “Cooper”: un brano dalle atmosfere quasi oniriche e stranianti. Da cosa è stato ispirato?

Cooper è una canzone sui sogni ispirata all’universo di Twin Peaks.

Onirico e straniante sono definizioni condivisibili e in linea con le sensazioni che provavamo in questo periodo così particolare, per questo abbiamo deciso di pubblicarla ora.

Questo viaggio sempre in bilico tra realtà e sogni nel mondo creato da David Lynch è diventato il nostro pezzo della quarantena.

Come è nato il vostro progetto?

Il progetto Santamarya nasce un paio di anni fa, dalla fine delle nostre band precedenti e con la voglia di scrivere un disco insieme.

Abbiamo registrato e raccolto i primi brani in un provino di 4 tracce che piacque molto a Giorgio Maria Condemi (Motta, Marina Rei), al punto di volerlo produrre.

Così in poco tempo abbiamo iniziato la lavorazione del disco d’esordio allo StraStudio di Roma

Siete originari di Viterbo: quanto è stata importante la provincia per la vostra produzione?

Sì, siamo originari della Tuscia, anche se in realtà gran parte delle nostre attività si svolgono a Roma.

Sicuramente i paesaggi, i suoni, i personaggi, ma anche la desolazione del vivere in un contesto provinciale sono tutti elementi che anche non volendo hanno influenzato la scrittura dei testi e degli arrangiamenti.

Ad esempio in Cooper, che è una canzone ambientata in una piccola cittadina al confine con il Canada, ci siamo divertiti ad inserire i suoni notturni della nostra terra, mentre Fantasmi, il nostro singolo d’esordio, è accompagnato da un videoclip che racconta la realtà alienata del protagonista, immerso in una campagna lontana ed eterea.

I vostri pezzi hanno un sound molto particolare: quali sono gli artisti che maggiormente vi hanno influenzato? Quali sono i vostri album “essenziali”?

Complicato rispondere. Siamo divoratori di dischi, per sintesi possiamo citare alcuni artisti che hanno influenzato il lavoro del disco.

Sicuramente gran parte del cantautorato italiano “storico” (tra tutti De Andrè, Dalla, Battiato, Battisti) e contemporaneo (Iosonouncane, Motta, Poi), ma anche tante band nostrane come i Verdena e Il Teatro Degli Orrori.

Ennio Morricone. Tanta new wave. Tante band imprescindibili come i Radiohead, gli Arcade Fire o i Tame Impala.

Qualche ascolto che ha influenzato il nostro disco: Blackstar, OK Computer, Violator, Dell’impero delle tenebre, Uomo Donna, Lungs, DIE, Storia di un impiegato, Dalla, An Awesome Wave.

Siete arrivati tra i finalisti al Primo Maggio NEXT di quest’anno: innanzitutto, cosa avete provato nel prendere parte ad un evento così importante anche se in una modalità così differente? È stato difficile presentare un video in grado di sostituire l’esibizione dal vivo?

È stata una grandissima gioia, siamo appassionati del Concertone! E non ci eravamo fatti aspettative, un po’ per la qualità e per i tantissimi progetti partecipanti, un po’ perché avevamo pubblicato solo due singoli fino a quel momento.

È stato stimolante rivisitare Fantasmi in chiave casalinga e produrre un video dal vivo, fortunatamente siamo abituati a registrarci e a scambiarci il materiale da casa o dal nostro studio, quindi eravamo preparati.

Ci siamo anche divertiti a sostituire alcuni suoni originali con gli oggetti che avevamo a disposizione (ad esempio abbiamo fatto dei loop con catene e pentole).

Interessante e diverso, ma niente può sostituire il trasporto e il calore di un’esibizione dal vivo.

Uscirà qualcosa nei prossimi mesi?

La pandemia ha cambiato i piani per le nostre uscite, ma sì, usciranno altri due singoli, che anticiperanno il disco d’esordio che arriverà a fine anno.

di Lucrezia Lauteri

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