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|Interview| Tigri ci racconta la sua Estate e il suo progetto indie pop

Lo ha pubblicato a settembre 2021 per dirci che “Estate” non è assolutamente un singolo estivo.

Estate è il terzo singolo di Tigri, estratto dall’album Serenata Indiana, che è previsto per questo autunno 2021.

La canzone è ispirata alla poesia Di Luglio di Ungaretti e racconta un’estate che non è quello che sembra.

È un’estate misteriosa e avventurosa, nella quale gli incontri inaspettati ci aiutano a scoprire noi stessi e a mostrare le nostre macerie senza paura. Un beat mid-tempo si unisce a sintetizzatori dai suoni crepuscolari, calando l’ascoltatore nella sua estate atipica.

Ne abbiamo parlato con lui.

Da dove deriva il nome darte Tigri?

Confesso che la ricerca del nome mi ha tolto il sonno per parecchi giorni. Cercavo un nome semplice, facile da ricordare e scrivere, elementare: qualcosa che potesse generare delle immagini istantanee nella mente di chi lo avesse sentito per la prima volta.

Ad esempio, a me le tigri evocano la notte e i movimenti lenti, ma anche l’oriente e l’avventura. Inoltre è anche il nome di un fiume, che a sua volta apre ulteriori possibilità. 

Qual è la storia dietro Estate e a quale estate fai riferimento? 

Non ho descritto un’estate specifica, è più un puzzle di ricordi messi assieme tra loro. Il mio obiettivo era descrivere uno stato d’animo alternativo a quelli che normalmente vengono associati all’estate.

Se vuoi è più la “fine” dell’estate, con tutto il bagaglio di malinconia che si porta dietro. In ogni caso credo di avere inserito degli elementi in cui tutti si sono trovati almeno una volta nella vita.

Perché pensi sia arrivato il momento giusto per pubblicare un nuovo disco? 

Perché credo di aver raggiunto la maturità sufficiente per accettarmi.

Le canzoni che ho scritto e che andranno a comporre il mio album sono un’estensione di me stesso, nel bene e nel male.

C’è il massimo che potevo fare, ma ci sono anche delle imperfezioni, cose di cui vado orgoglioso e cose che invece mi mettono a disagio. Per me è un modo per andare avanti nella mia vita.

Ci fai entrare nella tua routine? Qual è la tua giornata tipo? 

In questo ultimo periodo della mia vita, vuoi per il Covid e vuoi per le responsabilità che crescono, non sto conducendo una vita particolarmente avventurosa.

Lavoro in una multinazionale del marketing digitale e questo chiaramente mi prende la maggior parte durante la giornata.

Il resto del tempo è dedicato a Tigri, vuoi per gestire la musica che sto facendo, vuoi le prossime uscite e ovviamente la composizione. di fatto non smetto mai di lavorare, ma va bene così.

Ti ritrovi nella definizione indie-pop? 

Sì e no, nel senso che sicuramente sono indie, e spero di essere pop, ma di fatto l’obiettivo della mia musica è quello di esplorare generi diversi, tant’è che ogni pezzo è come se potesse essere una piccola isola separata dalle altre.

Non ho l’ambizione di inventare un nuovo genere, ma di fare un piccolo compendio della musica che mi piace.

Hai mai letto Estate di Ali Smith? 

No! E confesso che non ne avevo neanche mai sentito parlare.

Ora che me l’hai citato sono andato a cercare qualche informazione (grazie internet!) e sembra una lettura molto interessante. Approfondirò di sicuro!

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