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|Interview| I Two Hicks One Cityman ci parlano di Ukiyo

Abbiamo intervistato i Two Hicks One Cityman in occasione dell’uscita del loro secondo singolo estratto da Ukiyo: Funk#88. Buona lettura.

 

Ciao ragazzi, il disco è già fuori da un paio di mesi, che feedback avete avuto?

Siamo soddisfatti della prima parte del lavoro di pubblicazione che abbiamo svolto e non vediamo l’ora di cominciare i concerti estivi.

Sulla strada abbiamo fatto tanti nuovi incontri e conosciuto un sacco di nuovi fan. Siamo rimasti piacevolmente stupiti dai primi riscontri sia degli addetti al settore sia dell’ampliamento della fan base.

L’ultimo video è stato creato in collaborazione con Brexhip, volete dirci qualcosa di più?

Abbiamo la fortuna di collaborare con dei grandissimi professionisti, ovvero Elena e Fabio di Digipur, che ci hanno aiutato parecchio con la prima parte di promozione del disco.

Loro ci hanno fatto conoscere i ragazzi di Brexhip, che si sono rivelati dei grandi fan del nuovo disco.

Questo, mescolato alle loro capacità e alle loro realtà ha creato un mix esplosivo di entusiasmo e intuizioni discografiche.

Volete parlarci delle tematiche trattate in uno dei vostri brani?

Una canzone che sta piacendo molto, nonostante sia quasi una b-side, è Until Dawn, cantata da Francesco.

Parla sostanzialmente di come l’originalità non esista, ma l’unica cosa che si possa fare è essere comunque sé stessi, nonostante le esperienze ti cambino.

È stilisticamente molto semplice ma giocosa, ci sono un sacco di citazioni prese da artisti cult (Police, Cure, Morrison, Bowie). Tutto questo per rinforzare il concetto di partenza.

Non so parlare senza mettere a nudo me stesso, ma parlo a frasi fatte”.

Dal punto di vista musicale è il brano con sfumature più post-punk.

Cosa temete nel futuro della vostra carriera musicale?

Dopo un disco, secondo noi molto interessante, la paura di non riuscire ad esprimerne tutto il potenziale è grande.

Detto questo, la vita di noi tre quasi trentenni, come quella di molti nostri coetanei non è sempre facile, e qui le paure si sprecano.

Un’altra nostra grande paura è quella di non riuscire a far coincidere le nostre vite personali con quella della band, non è questo il posto per parlare delle nostre preoccupazioni relative ai nostri futuri lavorativi ma chi ci crediate o no… non viviamo di musica!

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