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|Interview| Vea: passione, determinazione e ottimismo si incontrano

Abbiamo intervistato Vea, cantautrice torinese. Una scarica di adrenalina e girl power da tenere d’occhio.

Prossimamente ne sentirete parlare (benissimo). Questa la nostra chiacchierata.

 
Ciao Vea, come dove nasce il tuo progetto musicale?
 
Ciao!  Il mio progetto nasce dalla consapevolezza di voler continuare a fare musica anche dopo l’ennesimo gruppo che si scioglie, che si esaurisce.
 
Dopo aver scritto un paio di canzoni in Italiano, mi sono resa conto che avevo voglia di continuare, con o senza una band. 
 
Da quel momento ho iniziato ad approfondire lo studio, cominciando a prendermi cura della voce, per poi imparare ad accompagnarmi dignitosamente con uno strumento.
 
Ho iniziando dall’ukulele e adesso sono alle prese con lo studio approfondito della chitarra, per cercare di spingermi sempre oltre i miei limiti e arricchire sempre più le idee.
 
Insomma, fai un mix di delusione, passione, determinazione e ottimismo incondizionato e mi troverai.
 
Quali sono state le influenze principali che ti hanno fatto dire: “Ok, anche io voglio dire la mia”
 
Mi capita una cosa particolare: quando quello che succede su un palco mi esalta, vorrei prendere e salire di corsa e diventare parte di quella cosa ai miei occhi meravigliosa.
 
Credo che mi sia sempre capitato, fin da bambina, con artisti famosi e non.
 
E’ difficile risalire ad un’influenza specifica perché, più che dire la mia, a me piace creare un flusso, che sia il più possibile condiviso.
E’ pieno di “cose musicali”, che nella vita mi hanno emozionato al punto di sentirmi quella cosa stessa.
 
Mi ricordo di un assolo di batteria durante un concerto al punto verde dei Giardini Reali a Torino (e da qui capirete quanto sono vecchia), in cui ho cominciato a piangere a dirotto per l’emozione oppure quanto mi esaltasse il primo disco di Alanis Morissette
 
Com’è stata l’esperienza del tuo ultimo disco? Soddisfatta?
 
E’ stato tutto molto emozionante, a partire dal grande sostegno ricevuto durante la campagna di crowdfunding, fino all’ultimo concerto della scorsa settimana al Sincero Festival, in cui le canzoni di Posto Fisso hanno iniziato ad essere contornate da qualche canzone nuovissima.
 
Ho avuto la fortuna di poter suonare anche fuori Torino e fuori dal Piemonte e la risposta è sempre stata  davvero calorosa. 
 
Nella realtà dei fatti, in pochi hanno ascoltato che faccio, ma penso di essere tra gli sconosciuti più fortunati.
 
 
Cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi lavori?
 
Sono diventata più riflessiva, nei testi e negli arrangiamenti, senza mai essere deprimente.
 
Se in Posto Fisso quasi tutti i brani erano tendenti alla danza, nel prossimo lavoro ci saranno più sfumature e diverse atmosfere.
 
Quali sono i tuoi progetti futuri?
 
Un disco e tanti concerti. 
 
Vorrei finalmente uscire un po’ dall’anonimato, semplicemente per affrontare palchi sempre più importanti, crescere con loro e creare quel famoso flusso di cui parlavo prima (con sempre più persone!).
 
Grazie per la nostra piccola chiacchierata, se vuoi, puoi salutare chiunque in questo ultimo spazio!

Vorrei salutare la bimba che sabato scorso, al Sincero Festival, mi ha toccato il braccio e mi ha detto “Mi è piaciuta tanto la tua canzone“.

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