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|Interview| I Legno, il mistero più grande della scena italiana

Come molti altri progetti, da Liberato a Myss Keta, di loro non si conosce il volto. Sono un duo, probabilmente dalla Toscana, che si esibisce con delle scatole in testa, e sono una presenza ormai fissa nelle playlist Scuola Indie e Indie Italia di Spotify.

La loro forza sta in una ironia e tristezza estrema, oltre al fatto che il portare una maschera non sia la cosa più interessante del progetto.

Relazioni finite tragicamente, amarcord multimediali, Tinder e tante sigarette. Il loro debut album s’intitola Titolo Album e vi consigliamo di non perderlo per nulla al mondo.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con loro e questo è quello che ne è venuto fuori.
 
Chi sono i Legno? Come presentate il vostro progetto per chi non vi conosce?
 
I Legno sono due amici che hanno deciso di condividere le proprie canzoni. 
Noi siamo i Legno, e ci presentiamo come Legno Felice e Legno Triste…. 🙂 🙁  
 

C’è abbastanza mistero intorno a voi. Non mostrate la vostra faccia, scegliete un non-titolo per l’album, non condividete il vostro passato. Ci riassumete in questa risposta tutto quello che ci potete dire?
 
Il mistero è qualcosa che ci ha sempre affascinato, detto questo non vogliamo coprire la nostra identità, ma volevamo creare un personaggio che vestisse due stati d’animo forti e comuni a tutti.

Legno Felice e Legno Triste ci rappresentano: a volte coprirsi è il miglior modo per aprirsi con la gente.

Quando siamo Legno non abbiamo più segreti, senza veli ci presentiamo al nostro pubblico come un amico a cui puoi dire e confidare tutto.

Abbiamo un rapporto bellissimo con le persone che ci stanno seguendo, a loro non interessa sapere chi c’è dietro la scatola ma sapere che quello che c’è all’interno delle nostre canzoni che faranno proprie. 

Insomma come dice lo Zio Ben: “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.

Si parla spesso di social, sigarette, relazioni che si spezzano ma fanno ancora male. Se doveste scegliere un tema e filo conduttore di questo vostro album, quale sarebbe?
 
Vogliamo mettere nei testi tutte quelle cose che si provano nel nostro quotidiano.

Nei social oggi si legge e si vede di tutto, fanno parte della nostra vita, nel bene o nel male.

Le relazioni sono la ragione per cui ci innamoriamo o ci lasciamo, tutto ciò che ci lega è la malinconia, vissuta in modo non prettamente triste e distruttiva.

Quando siamo nostalgici ricordiamo sempre qualcosa di bello che alla fine ci fa sorridere e ci fa stare un poco meglio…
 
Dove e come è stato registrato questo disco? Aneddoti dallo studio?
 
Il nostro album è stato registrato nello Elephant Studio di Pistoia insieme al nostro produttore Davide Gobello. 

I mix e il master sono stati fatti da Davide Maggioni e Luca Vittori.

Gli aneddoti quotidiani vanno dalla conta per pagare il pranzo, ai molteplici aperitivi a fine giornata, ai momenti di creazione sull’arrangiamenti.

Collaboriamo insieme da molto tempo e siamo molto uniti: alla fine quando si lavora ad un disco è come stare in un mondo parallelo, in cui ci sono i momenti di scazzo alternati a momenti di lavoro duro.

 
Cosa significa essere un ragazzo con la testa di Legno?
 
La testa di Legno perché effettivamente siamo un pò testardi entrambi….  
 
Se doveste rifare la tracklist di quest’album, quale sarebbe il vostro nuovo ordine dei brani? 
 
Abbiamo scelto quest’ordine in maniera molto spontanea e sicuramente rileggendolo ci va bene cosi… 
 


 

di Smoking Area

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