Ho incontrato Diego Nota nel cuore della Ciociaria per conoscere meglio il suo secondo album da solista, a 5 anni da “Anarchia cordis”, esce il suo piccolo capolavoro “Esercizi per scomparire”, un disco dal linguaggio politicamente scorretto ma che non sconfina mai nella volgarità.

Diego Nota ci regala, insieme a Maurizio Minnucci e Marco Vallecoccia, tre brani in acustico (“non sono di latina”, “non dipende da noi due” e “Kong”) che raccomandano di non prendersi troppo sul serio e di fare come gli alberi: loro “non gridano, perdono le foglie ma non si disperano, perché cresceranno le altre, rigogliose e forti”.

Nell’intervista ci racconta anche dell’esperienza discografica con gli Ultimavera e ci regala, a fine giornata, una bella versione in acustico di “l’espansionismo dei pidocchi“ proprio dall’ultimo album con gli Ultimavera “ai caduti in bicicletta”.

 

di Davide Canali

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