Dopo aver conquistato l’attenzione di moltissimi ascoltatori nel 2012 ed essere stati ritenuti discendenti illegittimi dei Tool e degli Opeth, i Soen sono sbarcati a Roma.

Il tutto è successo ieri, venerdì 5 aprile, all’Orion Club di Ciampino.
 
Gli svedesi capitanati da Joel Ekelof hanno saputo guadagnarsi la fiducia e l’attesa di una folla impaziente di lasciarsi condurre nel loro ultimo viaggio: Lotus.
 
Ma che come dicevo pocanzi, non è stato solo questo.
 
La band ha messo in scena un vero e proprio viaggio, regalando un biglietto per imbarcarsi verso un ‘altrove’ dalle ondate liturgiche, malinconiche e non prive di spruzzate arcigne.
 
 
Affondano e fanno affondare nelle tematiche sociali con un incavo caldo, graffiante e che richiede un ascolto attento dei testi.
Questo il pubblico accorso lo sa: tutti si avvicinano al concerto come fedeli al tempio.
 
Non per farsi indicare la strada, ma per un sincero ascolto, tanto sincero dal non aver paura di metterlo in discussione.
Il frontman, come un guru rispettoso ed elegante, è il trait d’union tra la realtà e le sonorità dei Soen, che sanno farci perdere nelle loro personalissime atmosfere crepuscolari ed avvolgenti.

 
 
 
 
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