Live Report

|Live Report| L’incantesimo di Florence and the Machine @ Unipol Arena

Lo scorso 17 marzo, all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna), è andata in scena la prima delle due tappe italiane dei Florence and the Machine con High as Hope Tour, tour di supporto all’omonimo album.

Dopo un’assenza di tre anni dall’Italia, la band britannica ritorna nel nostro Paese con un concerto vibrante e dall’atmosfera sognante: sold out.

Il concerto si apre, poco dopo le 21, con June, dall’ultimo album del gruppo indie-rock, da cui sono estratte la maggior parte delle canzoni portate sul palco, anche se viene lasciato spazio anche a pezzi degli album precedenti.

Inizio con luci soffuse, con la frontwoman, Florence Weltch, immobile davanti al microfono.

Quando poi il ritmo del pezzo diventa incalzante la cantante abbandona la sua postazione e da quel momento in poi la vediamo danzare e saltare da una parte all’altra del palco senza sosta, con un controllo vocale invidiabile.

Florence, con il suo abito leggero e semitrasparente, i lunghi capelli rossi, con la delicatezza ma allo stesso tempo con la grinta con cui muove il suo corpo, riesce a creare, un’atmosfera sognante, surreale, che riporta alla mente un’opera di Shakespeare: un mondo incantato, seppur a tratti cupo.

La carismatica cantante, in questo scenario, appare come una delle muse a cui gli antichi greci chiedevano soccorso per trovare l’ispirazione necessaria a comporre le loro opere, mostrando una presenza scenica difficile da trovare di questi tempi.

Lo scambio di energia tra l’artista e il pubblico è incredibile: Florence spesso stende le braccia verso la platea, la invoglia a danzare e cantare con lei e il pubblico italiano ricambia con calore ed esaltazione.

Tanto che a metà concerto la cantante si prende un momento per ringraziare i suoi fan per l’energia trasmessa e ammette di amare il calore che gli italiani riescono a darle.

Ma è dopo la quinta canzone in scaletta, Queen of peace, che la cantante rivolge le prime parole al suo pubblico.

L’artista è vibrante, ogni parte del suo corpo è in movimento, ma la donna dietro l’artista si presenta timida, dolce e genuina quando si ritrova a mandare messaggi di pace e amore al suo fan club, consigliando di mettere da parte i cellulari e stringere la mano della persona affianco, con tenerezza, comprensione, senza giudizio.

Il pubblico risponde senza batter ciglio alle richieste della frontwoman del gruppo, che usa l’esibizione come mezzo per abbattere i muri e trasmette unione tra il suo paese e il resto del vecchio continente: “Siamo inglesi, si, ma siamo anche europei”, facendo partire un lungo e forte applauso.

Il concerto si conclude con Shake it off,  dopo ben dure ore di performance. Le ultime parole che Florence rivolge al suo pubblico sono: “Take care of each other”, Prendetevi cura gli uni degli altri.

Di seguito la scaletta completa:

“June”
“Hunger”
“Between two lungs”
“Only if for a night”
“Queen of peace”
“South London forever”
“Patricia”
“Dog days are over”
“Ship to wreck”
“Moderation”
“Sky full of song”
“Cosmic love”
“100 Years”
“Delilah”
“What kind of man”
“Big god”
“Shake it out”

di Francesco Acconcia 

Foto ufficiali Unipol Arena

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