115 pagine al confine tra realtà e finzione, tra distopia e modelli utopici. Stiamo parlando di Onda sonica di tragicomiche avventure, pubblicato per Skira nella collana Note d’autore curata da Gianni Biondillo e Alberto Tonti.

Il creatore di questo mondo parallelo, Onda Sonica, è il musicista nonché conduttore radiofonico nonché (in questo caso) scrittore Gianluca Morozzi.

Non è chiaro il fine ultimo, non c’è uno scopo in questo libro. Di certo l’obiettivo di Morozzi non è scrivere un manifesto politico sulla musica, né avventurarsi in virtuosismi tecnici tra cultura musicale ed estro narrativo.

Questo è un libro divertente che si divora in poche ore.

Non fatevi scoraggiare se non conoscete gli Who e due delle opere principali, Tommy e Quadrophenia (mannaggia alle quarte di copertina!). Questo libro racconta di come, ieri come oggi, nella Musica (o grazie ad essa) tutto sia possibile. Anche se la realtà è una, quella della vita di tutti i giorni, grazie alla musica possono esistere molti universi paralleli in cui viaggiare. E si possono vivere diverse vite semplicemente ascoltando il suono di un vecchio giradischi.

E così Morozzi ci porta su Terra-3, un universo parallelo dove i 4 ragazzacci di My Generation sono dei supereroi e dovranno fare i conti con la parte oscura di Tommy Walker in preda ad un istinto distruttivo. Tutto questo si intreccia con le sorti dei Despero, band emiliana creata sempre dalla penna di Morozzi nel 2001, e del suo frontman e leader indiscusso Kabra alle prese tra sogni di rock’n’roll, un plagio non da poco, un gruppo nuovo di zecca, una storia d’amore e il tentativo tornare sulla scena musicale italiana con tutti i pro e i contro dello show business del nostro tempo.

Sai, ho letto un libro che esprimeva una teoria interessante. Ovvero, che i destini dei musicisti sono manovrati nell’ombra da un incrocio tra un discografico maneggione e una divinità, tipo il Signore dei Dischi di quella canzone degli Skiantos. Il Signore dei Dischi cerca di attribuire a ogni artista o a ogni band un preciso marchio di unicità, o quanto meno di farla rientrare in certe precise categorie. Questo spiega tutto: perché un gruppetto di merda che fa mezzo singolo passa in un lampo dai concertini al pub sotto casa a riempire gli stadi, mentre gruppi che sfornano un disco bello sono condannati a vent’anni di tour sempre negli stessi identici piccoli locali, senza mai uscire un minimo da quella dimensione? I Despero, secondo questa teoria, sono il gruppo bombardato da un’onda atomica di tragicomiche sventure. E io in quanto leader e fondatore, sono quello che si becca in faccia tutta la nuova macchinazione del destino, si piega un po’ e poi si rialza. La band sfortunata ma incrollabile, i Paperino della musica italiana. E io sarei il Fantozzi del rock, il perditore indistruttibile rassegnato al peggio.

Con queste parole Kabra racconta i suoi Despero e al contempo fotografa la scena discografica italiana tirando in ballo semidei, ma non i talent show che girano a rotazione sulle televisioni commerciali. Dove finisce la finzione e inizia la realtà?

Comunque sia, se leggerete questo libro gli effetti collaterali saranno due: scoprirete un bravo scrittore che vanta 24 romanzi e più di 200 racconti e, se non l’avete già fatto, vi appassionerete  alla vita e alle opere degli Who. In entrambi i casi, rimarrete soddisfatti.

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