Per gli Zen Circus arrivo con largo anticipo e, per sicurezza e contenimento della spesa, prendo due birre al supermercato. Attendo il gruppo che puntualmente arriva col camper e chiedo di poter andare nel backstage.

Senza preavviso il manager mi apre le porte e nel mentre ho anche un fido stagista trovato in loco che mi segue: I The Zen Circus sono come li vedi e una sigaretta con Ufo mi da conferma che la mia impressione è quella giusta.

Un cammino, quello degli Zen Circus che percorrono con il loro camper che li porta in giro per l’Italia da nord a sud, che nasconde, ma neanche troppo, un tragitto con una destinazione più lontana, un percorso intimo e personale, fatto di messaggi che era meglio cancellare.

Ha ragione Appino quando parla della mancanza di empatia che è ormai comune nella società. Una giornalista dice al gruppo:” certo che con questo lavoro ci avete ucciso” ed è vero, si, il fuoco in una stanza  uccide un po’ dentro, ma solo da una morte figurata e dai propri sbagli si ritorna uomini.

Articolo e foto di Davide Canali.

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