Un bis di valore quello che vi proponiamo stavolta, un doppio live di due interessanti proposte della musica italiana. Sergio Beercock e i Concerto hanno suonato venerdì 17 novembre al Cafè Retrò, una serata organizzata in collaborazione con la quarta edizione del Lamezia Film Fest.

Si comincia “presto”a fare musica al Cafè Retrò, la gente ha riempito il piccolo spazio antistante il palco (“sdoppiatosi” per l’evenienza) e quel ragazzo mezzo siciliano e mezzo inglese con il quale stavo già chiacchierando prima, prende la sua chitarra e sale sul palco.
 
La musica di Sergio Beercock è un qualcosa che coinvolge tutti i sensi. Le sue canzoni sono racconti per immagini e la sua voce è di certo la cosa che, più di tutte, pretende di avere la mia attenzione. Una vocalità impetuosa, decisa e forte,
che assapori meglio e senza distrazioni se rimani a occhi chiusi.
 
Le sue melodie hanno il dono di spogliarti per cercarti l’anima. E sembra che lo facciano solo per il puro gusto di vedere come lei vive quell’emozione. Perché vogliono sapere, come farebbe un bambino curioso.

Sergio Beercock ha una formazione teatrale che è assolutamente tangibile. Si vede dal modo in cui interpreta i suoi pezzi, dal suo continuo gesticolare, dalle lunghe introduzioni dei vari brani che sta per suonare. Sui volti delle persone c’è ammirazione e stupore, risentono del momento di fine concerto senza spazio per il bis.

Uno scatto di Sergio Beercock

Uno scatto di Sergio Beercock

Ma se ne fanno subito una ragione perché, dopo una breve pausa, è il turno della seconda sorpresa della serata.

In mezzo a fili, synth, pc e launchpad spuntato due ragazzi che si presentano come i Concerto.

Bianca e Alessandro, (lei aquilana, lui barese), sono due giovani che Roma ha unito in musica consacrandone la collaborazione.

Concerto è un progetto che è iniziato nel 2013 e da circa un anno Bianca ne fa parte. Faccio davvero difficoltà a immaginarmi questo duo senza di lei e la sua voce così distintiva, ricca di carattere e briosa. Hanno entrambi una forte presenza sul palcoscenico, si muovono con stile e trasmettono inequivocabilmente l’amore per il tipo di musica che fanno, il synth pop, un genere che in Italia ha sempre avuto un discreto successo.

Il loro groove non mi consente di stare ferma e quindi mi muovo insieme a loro, cercando quanto più possibile di andare a tempo. Se dovessi pensare a due aggettivi per descriverli direi “coinvolgenti” e “colorati”. La loro musica ha uno spirito internazionale, questa è la prima cosa che ho detto loro quando ci ho parlato ed erano visibilmente contenti di questa sensazione, proprio perché puntano molto più al mercato estero.

Le sonorità 80’s che ripropongono, loro come altre formazioni, ti conquistano per diversi motivi: un po’ per interesse, un po’ per nostalgia. Questo revival in loro si vede dentro e fuori, quello che fanno è un omaggio a quei “sintetici” anni tanto quanto lo è la meravigliosa keystar di Bianca.

I Concerto finiscono la loro esibizione, il dj set parte subito anche se avrei voluto ballare sui loro pezzi ancora un po’. Ma facendo due rapidissimi calcoli, mi rendo conto di aver goduto di più di due ore di ottima musica, sebbene di due generi completamente all’opposto. Un filo conduttore tra le due esibizioni però c’era: l’amore per la propria musica e la gioia di condividerla con il pubblico.

 

 

 

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