Un live di Cajsa Siik si potrebbe riassumere con una sola parola: eleganza. La cantante svedese, esibitasi da poco alle Officine Sonore, è un concentrato di grazia e forza al contempo.

Avevamo incontrato Cajsa Siik qualche anno fa e registrato con lei una bellissima live session.

Stavolta Cajsa è in tour senza musicisti al seguito, solo con la compagnia delle sue chitarre e del suo inseparabile MacBook. In realtà con lei c’è un compagno speciale, suo padre Roger, che dice scherzosamente di “farle da autista” e, con la scusa, godere così di buona musica e vedere (o rivedere) posti meravigliosi.

Arrivo in tempo per il sound check, mi godo da subito l’atmosfera che questa eterea ragazza scandinava sta sprigionando a ogni nota suonata. Mi intrattengo un po’ anche con Pehrsson senior (Pehrsson è il cognome di Cajsa), parlando di quanto a padre e figlia piacciano l’Italia e la musica.

E quella di Cajsa Siik sembra scaturire da un ossimoro. Il suono è profondo, sicuramente caldo, una sensazione lontana dagli stereotipi legati al mondo scandinavo. E anche lei sembra rappresentare questa sorta di dicotomia perché, dietro la sua figura algida e longilinea della “classica” svedese, si cela invece un animo quasi “meridionale”.

Le 23:30 sono scoccate, è giunta l’ora di salire sul palco.

Nonostante la cena luculliana, accompagnata da generosi bicchieri di vino rosso, Cajsa Siik si dimostra subito padrona della scena.

La cantautrice dream pop/folk sta portando in giro “Domino“, il suo terzo album, uscito a distanza di due anni da “Contra” e di cinque da “Plastic House“.

Poche chiacchiere tra un pezzo e l’altro, compostezza in ogni minimo gesto, la cantautrice culla con la sua voce setosa i sensi dei presenti. Che da sotto il palco e per tutto il locale seguono attenti, con un sorriso inconscio stampato sulle labbra. Perché Cajsa Siik fa quell’effetto che non ti aspetti, sentendo i pezzi a casa ne riconosci la bravura, ma dal vivo ti cattura in un modo che non avevi preventivato.

Cajsa Siik è ormai di casa nel locale lametino, non nasconde il suo affetto nei confronti del luogo e dei gestori. È bello quando gli artisti si sentono così tanto a proprio agio, sei portato a sentirti quasi orgoglioso. Perché, infondo, un po’ è anche merito tuo.

A raccontare visivamente tutte queste emozioni gli scatti di Matteo Branca, che hanno immortalato Cajsa nel suo concerto lametino.

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