Anime. Di luogo in luogo è la più ampia mostra antologica mai organizzata in Italia dedicata al lavoro di Christian Boltanski, tra i massimi artisti viventi.

 Dal prossimo giugno a novembre, Boltanski lavorerà su un percorso espositivo in diversi luoghi di Bologna, a cura di Danilo Eccher, con un’ampia mostra antologica al MAMbo, ma anche con uno spettacolo teatrale all’Arena del Sole, un’installazione presso l’ex bunker polveriera nel Giardino Lunetta Gamberini e un progetto speciale all’interno dell’ex parcheggio Giuriolo

Sarà il MAMbo il cuore pulsante dell’intera rassegna, visibile dal 26 Giugno al 12 Novembre 2017, 25 opere tra installazioni e video, selezionate tra le produzioni più significative realizzate nel corso degli ultimi  trent’anni di lavoro dell’artista.
Si parte dalle opere più famose come Monuments e Ombre per arrivare a quelle più recenti, come Animitas, video del 2016 realizzato nel deserto del Cile e poi replicato in Canada in inverno. Al MAMbo è in mostra la versione girata in Canada mai esposta in Italia. 


Il legame che unisce l’artista francese a Bologna è decennale, quest’anno ricorre infatti il ventesimo anniversario della prima mostra antologica dedicata a Boltanski dalla città e i 10 anni della imponente installazione per le vittime della strage di Ustica, conservata presso il Museo per la Memoria di Ustica.
Christian Boltanski, Anime. Di luogo in luogo, veduta di allestimento presso – Museo d’Arte Moderna di Bologna, 2017. Photo credit csi magazine

Il MAMbo come una cattedrale, Boltanski ne ricompone gli spazi espositivi in una navata centrale e due laterali, lo spettatore come soggetto attivo nella narrazione e nelle tematiche ricorrenti del percorso dell’artista. All’interno dell’imponente Sala delle Ciminiere vi è l’installazione ambientale Regards: immagini sfocate di volti anonimi stampate in bianco e nero su un tessuto trasparente di grande formato dove il visitatore è invitato ad attraversare abbandonandosi al flusso del tempo e della memoria.  Volver è al centro della sala, una forma piramidale alta circa 7 metri, interamente ricoperta da coperte isotermiche dorate, materiali che richiamano le drammatiche immagini dei primi soccorsi prestati ai migranti.

Un dialogo tra le due opere, da una parte la presenze/assenze di quei volti, di cui sopravvive solo uno sguardo evanescente, e i migranti, odierni fantasmi senza nome, per la comune privazione delle identità individuali. L’esercizio di creazione di Boltanski si colloca tra ricordo e oblio, custodia e lacerazione è per ricordarci che non c’è altro rapporto con la memoria se non il lavoro incessante su di essa.  Anime. Di luogo in luogo, si compone di diversi momenti complementari in cui l’interazione tra arte contemporanea, tessuto urbano e società si sviluppa intorno ai temi della memoria e del trascorrere del tempo inteso come ineluttabile passaggio tra la vita e la morte. Concetti evocati dal titolo del progetto, che attraversa tempi, luoghi lontani, filosofie e religioni diverse.

CHRISTIAN BOLTANSKI, ANIME. DI LUOGO IN LUOGO, VEDUTA DI ALLESTIMENTO PRESSO – MUSEO D’ARTE MODERNA DI BOLOGNA, 2017. PHOTO CREDIT CSI MAGAZINE

L’arte di Christian Boltanski è una domanda che vuole restare tale, lasciandoci sospesi su una soglia in cui vibra la caducità delle cose del mondo.
Spiega Eccher,: «Anima è un termine che, al singolare e nelle sue molteplici declinazioni, si riferisce al principio vitale dell’uomo.  Al plurale, il termine rimanda alla collettività, alle storie dei singoli individui e alla storia ma non manca di lasciare una prospettiva immaginaria per proiettare il presente nel futuro, trasmettendo un fiducioso senso di continuità»

CHRISTIAN BOLTANSKI, ANIME. DI LUOGO IN LUOGO, VEDUTA DI ALLESTIMENTO PRESSO – MUSEO D’ARTE MODERNA DI BOLOGNA, 2017. PHOTO CREDIT CSI MAGAZINE

Le foto sono state realizzate da CSI Magazine durante la serata d’inaugurazione della mostra, con l’aiuto prezioso di Stella Ingino, alla quale va il nostro ringraziamento.

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