MR. Everett accompagna ancora Rupert alla ricerca del nome di quella strana sensazione nei suoi circuiti. I Jack Tales continuano a far roteare la loro energica malinconia.

È questo il titolo che ci regala la straordinaria performance dei Mr. Everett e dei Jack Tales lo scorso 8 agosto al Columbus Bar per la rassegna Cookies.

Si apre puntuali col duo crotonese, ricolmo di influenze d’oltre manica vissute in prima persona da Alberto Fauci, voce dei Jack Tales, accompagnato alle keyboards, synth e chitarre da Alessandro Franco.

Reduci dalla pubblicazione del loro primo EP, “Demos”, il loro live si apre con Mistery of lullaby seguita da Something like This e  N.h.t.d.

C’è bisogno già di riprendere fiato, i ragazzi hanno gambe, ed Alberto coinvolge il pubblico con presenza scenica, allargando come un airone le sue lunghe braccia tentando di abbracciarli. Qualcuno mormora nel backstage che se fosse il 1985, questi due ragazzi avrebbero più della metà delle major ai loro piedi. Purtroppo qualcosa è andato storto e hanno dato un palco a Liberato.

The Lovers apre le loro melodie ai freschi ricordi dei Saint Motel, segue 18 fragments, il loro primo singolo Wrong Time, è figlio dei New Order, impossibile resistere alle basi di drum machine che trasportano schitarrate dense che fanno letteralmente esplodere il pubblico: ” I Will Shake You, It’s just the wrong time to stop this feeling”.

Il sound è un mix di note gravi che tirano giù l’anima in un buco nero, e sonorità aperte che la riportano in superficie, un’immaginaria montagna russa dove al posto del vecchio vagone metallico c’è una Rolls Royce.

La chiusura è un doveroso tributo al mascara che cola sugli occhi di Alberto Fauci: Where’s the revolution dei Depeche Mode, la targa di questi ragazzi che andranno molto lontano.

Everett

Jack Tales

Tripudio di applausi, buio.

Sullo schermo appare la classica nebbia da catodico senza antenna.

Il palco si popola di geometriche maschere di animale e di Rupert, androide alla ricerca di ritmo.

I Mr. Everett partono dritti, Wicked Game (Crystalised RMX) è un messaggio chiaro, qualcosa sta accadendo, Rupert si accende, i movimenti corali e scordinati del pubblico fanno da cornice. La segue Japanese Safari, ultimo singolo estratto da UMAN.

Ottima vocalità da parte del frontman Francesco Bentivegna, che compie evoluzioni seguendo, modificando e giocando con la sua voce sulle basi condotte magistralmente.

Non c’è solo elettronica nella loro musica, c’è un soul vero, c’è la delicata carezza che veste i pugni di 4/4 della cassa campionata. Se qualcosa dovesse sintetizzare gli ultimi 40 anni di musica, i Mr. Everett ci si avvicinano incredibilmente.

Una macchina da guerra, perfetta nell’esecuzione si scorre via tra Burn The Ground, Dylan Thomas (con la partecipazione della quinta stagione del celebre Dylan Dog a fumetti), prima che Be You e 6 AM trasformino il lungomare in una gigantesca sala concerti a cielo aperto.

Totalmente imballato il passaggio, stupore e sorpresa, attenzione a quello che accade, una Crotone mai vista dicono i registi dell’evento. Tutte quelle labbra a disegnare una grande O di meraviglia, alla quale Rupert si avvicina, vincendo l’umana diffidenza, sulle note di NETRIP RMX interagisce con il pubblico, salta da un tavolo all’altro, s’interseca con le mani di grandi e bambini, i più aperti al contatto.

Rientra a fatica sul palco dalla sua missione, la band intanto è accerchiata di giovani in preda ad orgiastiche e sataniche danze si sarebbe detto un tempo.

Ma ora invece è il tempo di Netrip, Twins e del soul oriental-elettronico di Rollercoaster.

I Mr. Everett sono una splendida opera contemporanea, dove trovare le trame del passato e le direttrici del futuro, e la loro presenza all’Ypsigrock, il festival più attento d’Italia, lo dimostra.

Mr. Everett & Rupert

Mr. Everett & Rupert

La gallery è stata realizzata da Aurelien Facente.

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