Giacomo Toni da il via a #Cookies e Mauro Nigro si trova per la prima volta in veste di videomaker, musicista, spettatore e reporter.

Molto prima di Giacomo Toni, quando Vincenzo Belvedere mi chiese se volevo unirmi alla congrega di Casa Suonatori Indipendenti pensai molte cose.

Pensai che avrei fatto le riprese di concerti, cosa che ho sempre amato (anche se l’80% dei locali ha un’illuminazione da provocare l’orticaria). Che, magari, ci sarebbe scappata una session per qualcuno dei piccoli progetti musicali con cui collaboro. O soltanto che avrei conosciuto qualche musicista simpatico e visto qualche bel concerto.

Che tutto questo però succedesse in una sera sola non l’avevo messo in conto.

Venerdi 13 Aprile è partita COOKIES, rassegna crotonese in collaborazione fra CSI, Dig It ed il Columbus, bar della città calabrese.

Primo ospite musicale è stato Giacomo Toni, con in apertura di concerto il progetto Hacienda D di Daniele Sorrentino, in cui, casualmente, mi trovo a fare il turnista/bassista/rompimaroni.

Toni è bravo. Assai.

Indi, dice giustamente il leader maximo V. : “possiamo non organizzare una bella ripresina?”.

Ed ecco come nello stesso giorno, mi son ritrovato a fare l’operatore, il musicista ed il pubblico.

Ma a Vincenzo piace esagerare e mi ha anche chiesto: “Vuoi fare anche il report della serata, già che ci sei?”.

Io rispondo: “E’ un chilo e mezzo signora. Che faccio? Lascio?”.

Si parte facendo al volo una ripresa di un paio di brani di Toni.

Lui è simpatico, tranquillo e non fa problemi. Il che non è mica scontato, anzi. Dopo 5 minuti passati a convincerlo a fare un brano suo oltre ad una cover (un minimo di self promotion cacchio!), la ripresa vola via in un attimo. Due esecuzioni intense e divertenti.

Godetevi “Chinatown”.

La serata live parte con HACIENDA D.

Qui posso solo darvi qualche sensazione dall’interno. Alla seconda uscita live io e Ferra (Antonio Cox Ferraro, batterista già dei Black Supernova, filosofo di strada e molto altro) siamo molto più tranquilli che alla prima esibizione.

Il titolare della ditta, Daniele Sorrentino, invece pare patire il nervosismo casalingo. Tant’è che, mal consigliato da un esperto di trend di cui non si farà il nome, si veste in preda ad un attacco di daltonismo acuto. Sempre meglio di una nota copertina, ma comunque  look da rivedere.

Il set di apertura di 6 pezzi Haciendali (in cui spiccano, per me che le ho suonate, la title track del primo EP “Le Cose Importanti” e “ Nico”) più una cover disco (“Battiato perdonaci”) che non ti aspetti, scivola via veloce. Il pubblico sembra gradire. Ma noi andiamo dritti che bisogna lasciare spazio a Giacomo Toni.

HACIENDA D fotografato da Aurelien Facente in apertura a Giacomo Toni

HACIENDA D fotografato da Aurelien Facente in apertura a Giacomo Toni

Dopo un cambio palco rapidissimo, Giacomo si siede da solo dietro il suo vissutissimo piano (con i tasti neri che cercavano letteralmente di scappare via). Eppure, per verve, presenza, comunicatività, dietro a quel piano sembrano in cinque. Fra echi del primo Baccini (quello bello), Jannacci, una lievissima spruzzatina di Capossela quello che ne esce è invece personalità.

Capacissimo sullo strumento, tanto da non far rimpiangere la sua solitudine sul palco, e con dei testi che sembrano alieni in un’epoca di lyrics italiane demm****, TONI è , uso una parola desueta, un mattatore.

Giacomo Toni fotografato da Aurelien Facente per CSI Magazine

Giacomo Toni fotografato da Aurelien Facente per CSI Magazine

Scherza col pubblico, ironizza su tutto e tutti, anche su se stesso. Spiazza i presenti con un paio di uscite situazioniste. Suona. Cavoli come suona.

Un set intensissimo. Tutti contenti.

Anche dopo, fra chiacchiere varie con “attaccatori di pezza” da primato e cazzeggio alcoolico di notevole livello.

Noi di Casa Suonatori Indipendenti vogliamo molto bene a Giacomo Toni, perchè è uno di quegli artisti italiani che difende la libertà di espressione, non a caso l’abbiamo scelto per aprire la nostra rassegna.

Il suo Nafta è uno dei lavori più interessanti di questi ultimi anni, potete approfondire leggendo la recensione di Francesco Fauci.

Vi lasciamo con un altra serie di scatti realizzati da Aurelien Facente.

di Mauro Nigro

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