Il 28 ottobre al Tpo di Bologna si svolgerà la sesta edizione dell’Indie Pride – Indipendenti contro l’omofobia, un festival che si propone di sostenere con la musica la lotta al bullismo, sessismo e omofobia.

L’Indie Pride vede la luce nel 2012 a Bologna sull’onda del Gay Pride Nazionale che il capoluogo emiliano ospitava quell’anno. La volontà è quella di dire un NO in musica alle sempre più crescenti problematiche relative a bullismo, omofobia e sessismo.

Negli anni gli artisti che hanno suonato per l’Indie Pride sono stati numerosi (tra i tanti ricordiamo Ofeliadorme, Godblesscomputers, Nada + A Toys Orchestra, La Rappresentante di Lista, Pierpaolo Capovilla). Molti altri hanno contribuito all’iniziativa in forma virtuale con l’Indie Pride Compilation in collaborazione con XL di Repubblica  per gli anni 2012-2013).

Gli artisti che quest’anno si impegnano a portare avanti questa lotta sono i Fast Animals and Slow Kids, Blindur, Espana Circo Este, Cristallo e Management del Dolore Post Operatorio.

Un impegno, come si legge nel comunicato stampa, “che inizia a chitarre spianate dal palco del Tpo ma che continuerà anche successivamente”.

L’obiettivo è “realizzare insieme, nota dopo nota, un progetto che porti a reali cambiamenti tanto politici quanto sociali e culturali”.

Indie Pride - 2016

Indie Pride – 2016

Teatro dei primi due anni di vita dell’evento è stato il Locomotiv Club che passa il testimone al Tpo nel 2014.

In quell’anno inoltre l’Indie Pride stringe un sodalizio tuttora duraturo con Le Cose Cambiano e con Gender Bender International Festival (di quest’ultimo l’evento è anteprima ufficiale).

Il primo è un progetto italiano dell’internazionale It Gets Better. Il secondo è un festival dedicato alle nuove realtà legate all’identità di genere, orientamento sessuale e rappresentazione del corpo derivanti dalla cultura contemporanea.

Nel 2016 L’Indie Pride si costituisce come associazione, forte del successo ottenuto negli anni precedenti.

Lo scopo è quello di partecipare sempre più attivamente alla vita culturale e politica italiana. Un modo per essere quanto più presenti in prima linea nel combattere con la buona musica sessismo, bullismo e omofobia.

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