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QUANDO L’INDIE SI FA TRISTE: 10 artisti per la fine dell’estate

Quella che segue è una playlist di dieci artisti più o meno sconosciuti per ricreare in musica quella sensazione di quasi fine estate.

Tutto sospeso un momento prima che tutto torni alla normalità, quella malinconia andante ancora ballabile, quella nostalgia per i tempi e persone andate, quei momenti in cui andava tutto bene, proprio perché stavano per finire.

Seguono dieci artisti che hanno declinato a modo loro la tristezza, come mancanza, come solitudine, come routine…

George Herald è un ragazzino del nord d’Italia, di quelli con la faccia da bravo ragazzo, che fanno i pendolari tutto il giorno su e giù per Lombardia con l’abbonamento di Trenord.

Un nome britannico da gran letterato, alter ego di Giorgio Siciliano, che lascia l’inglese per rivelare un mondo intimo, assurdo, talvolta arrabbiato. E questa rabbia si mischia perfettamente a suggestioni acustiche.

Questo ragazzo potrebbe aver inventato il folk-punk ma nessuno lo sa ancora. Il suo ultimo singolo s’intitola Pozzanghere (che vanta la produzione del “collega” Montag).

Leanò, o anche il diminutivo di Eleonora, o anche timida cantautrice milanese che bazzica la scena jazz pur restandone debitamente lontana, la sua è una voce intensa, forte, diretta, che raramente riuscirete a scordare.

Il suo ultimo singolo s’intitola Notte, e descrive esattamente quel momento in cui tornate a casa all’alba, dopo un primo appuntamento andato sì bene, ma che ti lascia addosso tutta la malinconia estrema di un momento, perduto, che non sai se si ripeterà.

Fulminacci. Lui è un po’ come tutti quegli amici che fanno i simpaticoni in tutte le situazioni, ma che poi, a pensarci bene, e a scavare un po’ in quel mondo di battute c’è qualcos’altro, qualche storia e qualche contrasto, qualche crepa di troppo.

Il suo lead single La Vita Veramente non è che un elenco di piccoli fallimenti quotidiani, dalla prima sigaretta, l’usare troppo il computer, l’assenza di emozioni pure, e via così, una semplicità disarmante, neanche così triste, un po’ a-romantica, che non è che la vita veramente.

Un giovanissimo cantautore che già ha fatto parlare di sé, e che rimane decisamente tra i nomi più interessanti di questa scena di casi umani e tristi individui.

Etanolo non è proprio triste, è cinico. Rapper, ma non proprio, classe 1992, tra i suoi fan c’è anche Willie Peyote.

Lui è un eclettico sperimentatore che passa da un genere all’altro dalle suggestioni più disparate fino ad arrivare al suo ultimo singolo dal titolo TECHNO SX/DXuna critica ironica a ciò che è di destra, il calcio e moltissime altre cose, e ciò che è di sinistra, i baffi e tutte quelle cose lì.

Un brano intelligente che avrebbe apprezzato anche Gaber, con queste irresistibili movenze retrò.

L’Avvocato Dei Santi, un nome evocativo come pochi che in realtà cela l’identità del progetto solista di Mattia Mari (già nelle formazioni di Giuda e Belladonna, tra i gruppi italiani che più hanno girato all’estero): sempre intimo, intenso, straziante, lontano anni luce dal panorama it-pop, riscopre una dimensione cantautorale che forse avevate pensato di aver perso.

A metà strada tra Lucio Battisti e Led Zeppelin, o almeno così dice Rumore, esordisce con il singolo L’Erba Voglio Non Esiste, ma ci ipnotizza con la cover di Guardateci Tutti de La Rappresentante Di Lista.

Gionata. E qui vi invito a fare un po’ di attenzione, a quel suo ultimo singolo dal titolo Male Che Vada che è una storia di dipendenza affettiva, una storia estrema, notturna, veloce, di una persona con cui può succedere di tutto la cui assenza si sente così tanto perchè ora si va a letto presto.

Gionata ci conforta con una nuova storia urbana, di film sotto le coperte, e giri assurdi nei bar aperti fino a tardi, di malinconia profonda e così radicata, che un solo ascolto non è abbastanza catartico.

Oberdan sembra un neo-minimalista, uno che sfreccia in macchina e compone canticchiando al vento dell’autostrada.

Il suo ultimo singolo s’intitola Espandersi ed è un po’ il concetrato di quello che tutti noi vorremmo sentirci dire, un mix unico di hai ragione, mai ti lascerò quando stiamo bene, mai ritornerò quando stiamo male.

Un singolo estivo atipico, irresistibile, non adatto a cuori sensibili ma a tutti quelli che prendono sempre settembre come un modo per ricominciare.

Osvaldo. Pugliese con il mare dentro. Lascia un posto sicuro da infermiere, preferendo poi invece la chitarra ed esporsi come cantautore.

Un cantautore per vocazione il cui ultimo singolo Tramonti Sul Mare è un inno estivo a chi vuole stare bene, a chi ha sopportato abbastanza, a chi lascia il lavoro per fare il cantautore, a chi lascia una ragazza per farsi un viaggio da solo, a chi lascia andare e basta.

Una bellissima voce che non dimenticherete facilmente.

MIVERGOGNO è il progetto di Daniele Gatto, sporco, contaminato, triste come le periferie in estate, rigorosamente lo-fi.

Il suo primo singolo s’intitola ESAMI (qui sembrano essere molto importanti i capslock).

Un brano semplice, da cantare in quelle scene da film in cui tutti sono ubriachi alle cene tra amici, un addio al celibato in montagna o una qualsiasi di quelle situazioni così semplici e così trascinanti, esattamente come la musica di MIVERGOGNO.

Francesco De Leo

Neo pessimismo cosmico.

 

di Smoking Area

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