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|Interview| Bais ci racconta il suo mondo sommerso in “apnea”

Un pop immersivo profondo, che ci porta direttamente nel suo personalissimo mondo sommerso. Uno dei progetti più interessanti che questo 2020 ha da lasciarci.

Bais è un cantautore di stanza a Milano che ha appena pubblicato il suo primo disco dal titolo Apnea: a marzo ci parlava dei suoi progetti e ora eccolo qui!
 
Cosa c’è stato prima di Apnea? Che fine hanno fatto gli Zebra?
Prima di Apnea ci sono stati quattro miei singoli e prima ancora due EP con gli Zebra, appunto. Sono al galoppo in cerca di nuove savane… Siamo grandi amici e ci vediamo spesso, Andrea ha suonato la batteria nei miei primi quattro singoli prima di Apnea.
E perché questo è il momento giusto per questo disco?
Perché in questo anno così strampalato è come se si fossero annullate le stagioni, la primavera l’abbiamo vissuta in casa, l’estate è volata via e non è stata una vera estate…
Apnea è un disco acquatico, sognante, sono contento che esca ora come antidoto all’autunno.
Qual’è la situazione ideale per ascoltare Apnea?
A me piace ascoltarlo con gli occhi chiusi per immergermi e farmi trasportare meglio… Lo consiglierei anche da ascoltare in macchina, al tramonto o all’alba. E perché no, anche assieme alla persona amata.
 
Milano è una città accogliente? Ti ritrovi ancora in quello che dicevi in “Milano”?
Si, non ho cambiato idea su Milano, però ho imparato a viverci meglio. Quello di cui sono certo è che forse non sono fatto per vivere a lungo in città, ho davvero un bisogno fisiologico di natura. Da un po’ di tempo ho questo desiderio di andare a vivere in un villaggio sul mare nel Sud Italia.
 
Notiamo invece che dal nord-est d’Italia arriva tanta roba, musicalmente parlando, piuttosto atipica per la scena it-pop imperante che invece c’è nel resto d’Italia. Hai qualche nome da consigliarci?
Sì, c’è una scena molto interessante e si sente molto l’influenza del territorio.
I Post Nebbia li conoscerete già immagino, fortissimi. I Vanarin non sono veneti ma penso si possano considerare nord est anche loro no? Spaccano, tra l’altro li ho visti live entrambi per la prima volta ad una festa l’estate scorsa. Infine, per le orecchie più hardcore, consiglio i miei amici Bruuno, direttamente dalla nostra Bassano del Grappa.
 
Cosa ha portato di buono la quarantena?
Non ha portato nulla di buono purtroppo, ha stroncato molte cose. L’unica cosa positiva a mio avviso, che poi non è merito della quarantena ma della nostra capacità di adattarci reagire, è stato il tempo che ci siamo dedicati per studiarci, capirci, iniziare o sviluppare progetti e idee che avevamo da sempre. Sicuramente a me è servito molto quel periodo.
Apnea è stata influenzata moltissimo dalla quarantena e da questo anno in generale.
 

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