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|Interview| Den, la voce della Generazione Z

Cupido è il nuovo singolo di Den, ragazza classe 2002 nata in provincia di Varese, uscito il 17 giugno.

Den torna dopo il successo di Temporale, brano inserito in varie playlist Spotify tra cui Scuola Indie, Fresh Finds Italia ed EQUAL Italia.

Al suo diciottesimo compleanno, a Den viene regalata una chitarra che, assieme alla sua voce, riescono in parte a farle dimenticare una grande delusione sportiva.

Suona e canta da autodidatta, scrive delle sue esperienze e delle prime storie d’amore per necessità di sfogo e per aiutare chi le ascolta a riconoscersi, riflettere e ripartire dopo una delusione.

Con la sua voce, Den racconta le vicissitudini contemporanee della sua generazione, ovvero quella Z, cercando di diventarne una guida.

Con Cupido vuole comunicarci che dietro ad ogni sensazione si nasconde un motivo che ci ha avvicinato all’altra persona e non una freccia che ci ha colpito casualmente.

A proposito del brano afferma:

Nella vita almeno uno di noi è stato colpito da Cupido, non conta come va a finire, ma l’importante è che ci sia stato qualcosa di reale .

Il brano, infatti, parla d’amore e del grande potere che questo sentimento ha su di noi.

Per saperne di più, noi di Futura1993 abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei, ecco cosa ci ha raccontato!

“Cupido” è un inno all’amore come sentimento ricco di sfaccettature. Qual’è la sfaccettatura dell’amore che ti piace più vivere?

Ci sono parecchia sfaccettature dell’amore che preferisco. Parto col dire che per me l’amore è una delle cose più affascinanti che a noi persone possa capitare.

Che sia tra due amici, tra madre e figlio, tra cane e gatto, non importa. Quindi se devo scegliere una delle sfaccettature che più mi piace di esso è l’accettarsi.

Quando si riesce a trovare, ma soprattutto conoscere, una persona fino in fondo il resto non conta. Basta che ci sia complicità e non c’è cosa più bella di potersi accettare reciprocamente.

“Cupido” in realtà significa destino?

Cupido come ben si sa è uno dei simboli più importanti dell’amore. Quindi sì, si può definire destino perché noi non possiamo decidere di chi innamorarci, succede e basta. Bisogna solo aspettare che a ognuno di noi Cupido lanci la freccia giusta!

Con la tua musica racconti esperienze per lo più appartenenti ad una pubblico molto giovane, quello della Generazione Z. Di questa generazione tanto si parla e tanto si dibatte. Tu, vedendola da una panoramica più vicina, ci indicheresti un pregio e un difetto di quest’ultima?

Purtroppo sì, la mia generazione in parte è sottovalutata molto a parer mio. Devo dire che però in fin dei conti non siamo male!

Da persona che ne fa parte un nostro grande pregio è la libertà, la libertà di pensiero e di espressione.

Al giorno d’oggi purtroppo tante persone, e non solo della mia generazione, sono molto chiuse su determinati argomenti. Nella maggior parte dei ragazzi d’oggi questa cosa non c’è e a parer mio è un grandissimo passo avanti. Invece un difetto è sempre riferito a questa libertà che abbiamo, perché tante volte si tende ad approfittarsene ed è una cosa sbagliata.

Equal Italy è una playlist dalla grande importanza sociale. Il farne parte ti ha emozionato particolarmente?

La sera che ho scoperto di essere entrata a far parte di Equal Italy ero a casa di nonna. Mi arrivò un messaggio da Simone (il mio attuale produttore) con testuali parole: “Maaa Temporale è finita in un’altra playlist tipo ora… qua succedono cose” ed è stato tutto così bizzarro perché appena andai a controllare avevo visto che si trattava di Equal Italy e non riuscivo a realizzare la situazione.

Credo sia stata una delle mie più grandi soddisfazioni ad oggi. Per me essere entrata in quella playlist vuol dire tanto. Entrare a farne parte è solo un onore.

Pensi che quest’ultima sia servita a dare una piccola scossa riguardo la parità di genere?

Secondo me sì. Molte volte la donna in sé è ancora purtroppo sottovalutata, che sia in ambito lavorativo, sociale o come in questo caso musicale. Direi che questo passo avanti nella musica è un grande traguardo e sono fiera di avere avuto l’opportunità di farne parte.

Questo tuo cantare e suonare da autodidatta nella tua camera non può che farmi venire in mente Ariete. Ti rivedi in lei? Pensi che quest’ultima ad oggi rappresenti una guida per molti dei più giovani che cominciano a far musica?

Questa è una della domande che mi sarei aspettata! Ariete la seguo da quando ancora era emergente e non posso negare che fin da subito mi sono “appassionata” alla sua musica.

Mi ci rivedo il lei, ma in parte. A livello musicale sì, alla fine facciamo entrambe quasi lo stesso genere. Ma dall’altra, a parer mio, lo facciamo in modo differente.

Ariete penso sia una delle promesse più importanti della Generazione Z e non si può solo che ringraziarla. Mi è capitato un paio di volte di aver avuto l’opportunità di poter fare delle dirette Instagram insieme e devo dire che è riuscita a darmi dei consigli che ad oggi sto applicando. Chissà, magari un giorno potrebbe nascere una collaborazione.

Cerchiamo di fornire un tuo quadro più completo. Sei cresciuta in una famiglia appassionata dai grandi cantautori italiani. Tu, oggi, cosa ascolti prevalentemente?

Esattamente, ho avuto la fortuna di poter crescere in una famiglia dove la musica non è mai mancata: da Vasco Rossi (grazie a mia madre) a Lucio Battisti (grazie ai miei nonni).

Io ad oggi ascolto ancora tutto il cantautorato italiano di vecchio stampo, ma se dovessi dire un genere preciso, non ne ho uno.

Sulla musica sono sempre stata aperta. A me basta solo che mi trasmetta emozioni e ne faccio tesoro.

A cosa punta Den?

Sarebbe scontato dire “al successo”, ma non nego che c’è anche quello.
Ma una cosa a cui punto e che dico sempre è che Den, non come Artista ma come Persona, possa trasmettere agli altri tutti i pesi e le emozioni che si porta dentro aiutando gli ascoltatori a far capire che non si è mai soli e che c’è sempre una via d’uscita e una possibilità per tutto e per tutti.

di Alessandro Pirrone

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