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|Interview| Intervista a TUM: sul folk, i decreti e i tramonti

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con TUM, folk man da Milano con un primo album all’attivo dal titolo Take Off and Landing, prima voce e frontman dei Pocket Chestnut.

Abbiamo parlato con TUM di tante cose, e non vediamo l’ora di poterlo sentire dal vivo, decreti permettendo.

Ciao TUM, grazie per aver accettato questa intervista. Come sta andando a Milano con il Coronavirus? Esci ancora a prendere il Bubble Tea?

Ciao ragazzi, grazie a voi per l’interesse e la curiosità. Fino a qualche giorno fa tutto ok, avevo scoperto un nuovo posto per il Bubble Tea in zona piazza Cinque Giornate e ci andavo spesso. Ora sono quarantenato e non mi muovo da casa come tutti… giustamente.

Dirò una cosa ovvia ma che sento davvero: speriamo questo incubo finisca al più presto. Intanto suono, anche in streaming molto spesso.

Questo disco sarebbe nato anche se non avessi viaggiato così tanto? Quando sei stato in India?
Forse sì perché erano già un paio d’anni che sentivo l’esigenza di buttar fuori materiale. Sono stato in India da ottobre 2017 a gennaio 2018, diciamo che l’intraprendenza dei giovani indiani mi ha spinto molto a decidere alcune cose della mia vita, tra cui anche darmi una spicciata per portare a galla questo disco che
sentite.

Esiste una scena folk italiana?
Esistono tanti artisti che si ispirano al folk americano di qualità e provano a dire la loro anche qui. Penso a Old Fashioned Lover Boy, The Heart and The Void e tanti altri. Tutti ragazzi talentuosi che meriterebbero un posto al sole…

Che fine hanno fatto i Pocket Chestnut?

Non suoniamo più insieme da un paio d’anni, per ora sono rimasti solo i dischi, le canzoni, i ricordi delle tante situazioni belle vissute insieme..

E quanto è rimasto di quel progetto nella tua musica?

Gli ascolti sono sempre quelli per me: Langhorne Slim, Jack Johnson, Wilco. Di sicuro la cosa più bella dei Pocket Chestnut rimane l’attitudine, quella voglia di
suonare sempre e comunque in ogni situazione.

Guidaci all’ascolto. Qual è la condizione migliore per ascoltare il tuo disco?
Decreti permettendo, dovreste allontanarvi dalla città al tramonto di un giorno di primavera. Meglio se alla guida in una strada secondaria, abbassare il finestrino reclinando lo schienale e alzare gradatamente il volume. Distendere lo sguardo aiuta…la pianura, le risaie…

di Smoking Area

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