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|Review| Le favole horror della buonanotte dei Kuadra

La quarantena, e la noia mortale, la nuova routine e quella domanda frullante continua su cosa stiano facendo gli altri, tutti gli altri là fuori.

Ed è così che riemerge uno dei dischi più strani e complessi di quest’ultimo periodo, l’ultimo album dei Kuadra dal titolo Che cosa ti è successo.

Stratificato, complesso, strabordante di influenze che vanno dall’elettronica al rap, con un impianto rock di quelli più oscuri e martellanti (come vuole la produzione di Giulio Ragno Favero de Il Teatro Degli Orrori). Ma più di tutto, quello che di Cosa ti è successo colpisce, soprattutto in un periodo di solitudine estrema come questo, sono le storie degli altri.

Metà del disco si compone di storie femminili, donne perse, donne ignorate (come la bellissima Trashlady), di tunnel bui ed ossessivi, donne con profili disturbanti e passionali.

E poi arriva Mio padre, brano che mi ha fatto riscoprire questo album autunnale. Ho mandato questo brano a mio padre per la festa del papà che ci ha visti separati, non perchè avesse in qualche modo a che fare con noi, ma perchè sapevo che riguardava lui: un brano intimo, una conversazione mai avvenuta, come quella che lui non ha avuto con suo padre. Mi ha risposto semplicemente che era felice che ci piacesse la stessa musica, ed è bastato questo a rendere ancora più speciale questo disco. E abbiamo sperato di non trovarci troppo cambiati al termine di questi mese.

Cosa ti è successo è un concentrato esplosivo di tutto quello che c’è là fuori, buono e cattivo e che ci manca in tempo di quarantena. Non dovreste davvero perdervelo, soprattutto adesso.

 

di Smoking Area

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