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|Review| L’ultimo album di Castelli è “Anni Venti”

È uscito lunedì 13 marzo 2023 su tutte le piattaforme digitali, il nuovo album di Castelli

Un viaggio di dieci tracce dal cuore di Milano. 10 tracce synth pop cantate in italiano, fuori per l’etichetta di Amsterdam Bordello a Parigi, che raccontano tra esperienze personali e visioni future il decennio che stiamo vivendo.

Tra post pandemia, sogni di una possibile conquista di Marte, vita, routine, società, amore e paternità.

Le sonorità richiamano gli anni ’80 ma con l’ambizione di portare questo suono ai giorni nostri senza snaturarlo ma dandogli una forma diversa e più contemporanea.

Prodotto da Luca Urbani, il disco combina i suoni analogici del pop e della new-wave, adattandosi e raccontando molto anche della scena underground contemporanea.

Abbiamo voluto parlare con Castelli di che cos’è successo dal suo EP di debutto, del suo rapporto con Luca Urbani e molto altro.

Cosa possono avere in comune il tuo nuovo disco, Anni Venti, con il tuo EP di debutto dal titolo “Castelli”, uscito un paio danni fa?

Tante cose: il sound che strizza l’occhio al synth pop di matrice anni ’80 si ritrova in entrambi i lavori così come la produzione di Luca Urbani (Soerba, Garbo, Fluon). Il mio metodo di composizione e scrittura si è un po’ evoluto tra i due lavori ma è praticamente rimasto invariato, ciò genera una continuità tra i due lavori che mi piace molto e vorrei continuare anche per i lavori futuri.

E in questo tuo percorso da artista indipendente, e solista, come ti stai trovando? Ti manca qualcosa della dimensione band”?

Fortunatamente ho trovato in Luca Urbani più che un produttore ma un vero compagno di band, infatti mi segue anche per la parte live. Con Luca ci sentiamo spessissimo e condividiamo opinioni e visioni. Con noi c è anche Claudio, amico e chitarrista molto bravo. Noi tre insieme agiamo come una band in cui ognuno ha il suo spazio e io faccio un po’ da lead.

Gli anni Ottanta passeranno mai di moda? Che cosa ritroviamo di quel periodo nella musica di oggi, secondo te?

Gli anni ’80 certo potrebbero passare di moda o non so dirti se siano di moda ora, sicuramente ciò che non passerà mai è un certo tipo di suono che sicuramente è legato ad un periodo ma che anche oggi rivive in band e progetti “nuovi” rimanendo comunque di nicchia, ma in alcuni casi anche con un buon seguito.

E cosa abbiamo oggi degli anni Venti invece?

Spero nulla ma ci sono alcune analogie un po’ preoccupanti…tanta destra al potere in alcuni stati in Europa, una pandemia (ci fu la Spagnola)…speriamo si fermino qui le analogie!

Hai voglia di raccontarci la cosa più punk che tu abbia mai fatto?

Ho aneddoti divertenti dei miei più di vent’anni di “carriera” nella musica…Iniziata appunti con il punk rock quando ancora ero minorenne, mi ricordo che quando suonavamo fuori dal nostro paese ci muovevamo in treno senza sapere bene poi cosa sarebbe successo e come saremmo tornati a casa… in quegli anni (2001) ci siamo presi pure una denuncia dal sindaco del nostro paese per una canzoncina ignorante.