Nel lontano 2001 (sembra quasi preistoria ormai), per scoprire qualche voce o nota nuova si doveva fare affidamento sull’amico con i soldi. O su Video Music, TMC2 o qualche rivista che ti regalava anche i primissimi cd.

Fu così che scoprii Andrea Ra, un bassista romano che con la sua sbarazzina Ricominciamo adesso entrò tra i nomi da tener di conto per il futuro.

La mia disattenzione cronica non ha contribuito di certo a farmi seguire l’artista con la giusta attenzione, ma a distanza di anni la sua abilità con il basso è riuscita, di nuovo, ad attirare le mie orecchie.

Ra ha accompagnato nei tour, negli arrangiamenti e nelle registrazioni artisti come Fabrizio Moro. Ed è così che lo riscopro con testi meno ironici, maggiormente impegnati, più intimi e con qualche ringhio sociale, anche se a ruggire davvero è il sound del suo basso.

È sul palco del WishList di Roma, accompagnato dalla chitarra di Alessandro Riccardi e dalla batteria del giovane James Rio, che sa come picchiare bene e duro.

Sembra di stare nella sua sala prove, e questa atmosfera piace a tutti,  Andrea scherza con il pubblico e accontenta le richieste dei fedelissimi, rispolvera ritmi allegri con un’armonia minore con Ballo insieme al vento, canzone che racconta la disavventura e l’epilogo di un uomo che perde il lavoro; concede una cover dei Primus e rischia di dar letteralmente fuoco al locale con la sua Novembre.

Ra è sicuramente un bassista dalle dita fuse con le quattro corde, capace di far passare la chitarra ed i testi in secondo piano ed essere il protagonista indiscusso delle sue composizioni. Ha un approccio sincero ed onesto, privo di boriosità e che ad ogni accordo ristabilisce la linea tra chi la musica la sente dentro e la sa fare e chi invece la violenta per il conto in banca.

di Federica Romani

Foto di Davide Canali

 

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