Il Just Music Festival apre le danze lo scorso sabato con Fatboy Slim. Un evento internazionale e itinerante con una vision specifica: ‘la musica è la primaria essenza del rispetto umano’. 

Già nelle passate edizioni ha riversato nelle strade artisti importanti del calibro di Björk, Massive Attack, Bacharach. Per la prima serata di preview il Just Music Festival sceglie via di Portonaccio e affida al tedesco Timo Maas l’onore di riscaldare tutti coloro che hanno risposto sì ad una serata a base di elettronica di tutto rispetto. 

Maas vanta trent’anni di carriera e collaborazioni di pregio, come ad esempio quella con il cantante dei Placebo, Brian Molko; ed in questa particolare occasione lascia contaminare il suo sound dai rimandi all’artista che lo seguirà: una sirena d’Ulisse elettronica che invita ed incanta. 

All’arrivo di uno stracarico Fatboy Slim neanche i piloni di cemento riescono a stare fermi. I bassi entrano direttamente in risonanza con la cassa toracica, i frammenti sonori, rock, funky, e jazz stesi su un tappeto trip-hop si diffondono dalle orecchie a tutto il resto del corpo. 

L’artista si diverte ad abbandonare la sua postazione per concedersi non solo bagni di folla, ma balli di folla. Come un amante esperto dosa e infila qua e la i suoi riff più conosciuti, non concedendo di più che lo stretto necessario per mantenere viva la passione e il desiderio di essere appagati. 

Fatboy Slim non si è risparmiato ed è riuscito a vincere la scommessa del festival del quale era ospite. Il suo cocktail musicale è capace di far dimenticare la concezione del tempo dello spazio ed enfatizza la capacità di stare insieme, stretti, diversi ed in tanti.

di Federica Romani

Foto di Davide Canali

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