Dopo aver recensito il nuovo disco dei Meganoidi non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di vederli dal vivo e capire le reazioni del pubblico all’ascolto di Delirio Experience.

Così ho aspettato pazientemente la data romana al Largo Venue e ho coinvolto Daniele Confetto (Necos Italia) per le fotografie. Ecco com’è andata la serata.

Arrivato in anticipo ho avuto l’occasione di fare due chiacchiere con Luca Guercio (tromba, chitarra e cori nonché anima dei Meganoidi). Vorrei tanto raccontarvi che abbiamo parlato dei massimi sistemi, dell’industria discografica o del senso della musica nel 2018, ma in realtà  – a parte qualche commento su questo tour promozionale e sulle reazioni del pubblico nelle date precedenti – abbiamo parlato delle nostre figlie che sono coetanee e di come cambia la vita quando sei padre.

Non faccio neanche in tempo a prendere un mojito che dal palco viene giù una bomba di suono ed energia sotto forma di Alteria, all’anagrafe Stefania Bianchi, conduttrice radiofonica ma soprattutto cantautrice e rocker. Veramente brava. Anche se la conoscevo poco nonostante un nuovo album La Vertigine Prima Di Saltare in promozione, lei e la sua band hanno letteralmente rapito la mia attenzione per tutta la durata del set. Seppur davanti a poca gente hanno fatto un ottimo spettacolo: allineati alla perfezione, si vede che hanno rodato mosse, accordi e tempi di scena.

Se siete nei paraggi domani suona al Garage Pub a Lecco,il 17 marzo alle Officine Sonore di Vercelli e il 23 a La Claque a Genova.

Tornando ai Meganoidi, premetto che sono animali da palco che, con il tempo, hanno sviluppato una certa esperienza sia nella gestione del set sia nell’interazione con il pubblico.

Il concerto inizia con Delirio Experience e Davide Di Muzio tranquillizza subito i presenti dicendo che sono in tour per promuovere il disco nuovo ma che non mancheranno pezzi vecchi e canzoni che hanno fatto la storia dei Meganoidi.

E proprio qui sta il segreto della bravura dei Meganoidi, nella composizione della scaletta.

Dopo un’altra canzone estratta dall’ultimo lavoro (Bye Bye Presente) inizia un lento ritorno alle origini: prima con Inside The Loop riprendendo il testo in inglese e ritmo ska/punk per poi passare a Meganoidi, forse la loro canzone più conosciuta. Con 4 canzoni hanno tutta l’attenzione del pubblico presente e anche i timidi che inizialmente preferivano stare all’altezza del bancone del bar si fanno avanti per ballare e cantare.

Si torna ai pezzi nuovi con Tutto è Fuori Controllo, un brano lineare in cui la strofa compie la funzione di ritornello e l’apertura è un colorato grido. Quasi a voler seguire la scaletta del disco partono subito con Respirare in orbita, un pezzo lento molto bello che mi aveva già colpito ascoltando il disco e dal vivo riesce proprio bene. Considerate che nonostante il disco abbia meno di un mese, già diverse persone canticchiavano

tra quello che vorrei

e quello che mi è concesso

veramente c’è un delay sensibile

tra quello che funziona

e quello che mi abbandona

respirare in orbita è possibile

Torniamo indietro di quasi dieci anni con Altrove e Dighe (dall’album Al posto del fuoco) per poi tornare ancora una volta al loro primo album con King of Ska. Con Milioni di pezzi (primo singolo estratto da Welcome in disagio del 2012) cambiamo un’altra volta ritmo per poi tornare subito allo ska in La Fine.

Poi, come in una perfetta macchina del tempo, si torna al presente con il primo singolo estratto da Delirio Experience: Accade Di La’ –  che inaugura la parte centrale (e anche la migliore del concerto) –  per passare alla splendida Mia, poi Gocce e Fra 20 anni fa. Queste nuove tracce vengono particolarmente bene dal vivo tanto che a – mio modesto avviso – a Fra 20 anni fa ha tutte le carte in regola per diventare un singolo che segni la storia dei Meganoidi .

Passiamo ad un trittico tratto da Welcome in disagio con: Ora Esiste Dopo Non Più, Ghiaccio e Tutto Chiaro.

Urliamo di rabbia con M.R.S. messa lì come brano di transizione per poi mandare il pubblico in delirio con Supereroi che è già bella e ballereccia di suo, poi se la canti a Roma in questo periodo storico vinci a mani basse.

Con For Those Who Lie Awake ci avviamo verso la fine e dopo l’ultima canzone tratta dall’ultimo disco – Non credere che sia finita qui – chiudono con Zeta Reticoli (qui ogni commento è superfluo), Ogni attimo, i saluti ufficiali e Davide che si lancia sulle prime file per il cazzeggio finale con i fan e le foto di rito.

Insomma, è stato veramente un bel concerto. I Meganoidi saranno diventati più maturi, forse meno scalmanati e casinari ma una cosa è certa: conservano (anche in pubblico) sempre lo stesso smalto.

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