17 anni dopo l’uscita del loro primo disco, i Meganoidi pubblicano Delirio Experience, sesto album studio. Con 20 anni di carriera alle spalle la band genovese di Luca Guercio e Davide Di Muzio tornano sulla scena con un LP di 10 tracce dense di emozioni.

Mettete da parte il frastuono di Into the Darkness, Into the Moda con il suo ritmo ska-punk, il basso sincopato e le trombe strillate. E preparatevi per un’esperienza dal sound pulito e dai testi maturi e concreti, un groove melodico godibile dall’inizio alla fine.

Ma andiamo in ordine. Anzi, facciamo un salto nel passato.

15 anni fa i Meganoidi decidono di dare un colpo di coda all’industria musicale: autoproducono Outside the Loop, Stupendo Sensation e soprattutto fanno uscire, come secondo singolo dell’album, l’immenso “Zeta Reticoli”. In questo brano, ormai entrato nella storia della musica italiana, tutto sembra dar ragione alle scelte dei Meganoidi: dalle musiche ai testi al videoclip (diretto da Lorenzo Vignolo) che viene trasmesso a ruota dai network televisivi.

Correva l’anno 2003 e sembrava impossibile farcela senza major discografiche alle spalle e l’inarrestabile (almeno così sembrava ai tempi) strapotere di MTV. I Meganoidi dimostrarono di sapere esattamente cosa volevano e di non voler scendere a compromessi. E dimostrarono all’industria discografica che anche a modo loro –  un CD in vendita a 13 euro e cambiando stile e sonorità con coraggio e naturalezza –  potevano raggiungere ampia popolarità.

Ecco, con la prima traccia del disco (che è anche il primo singolo dell’album) Accade di là   sembra quasi che la tromba di Guercio voglia riprendere un discorso iniziato esattamente in quel periodo. Mentre la voce di Davide ci riporta alla consapevolezza denigrando passività e nichilismo.

La seconda traccia, Tutto è fuori controllo, mette inizialmente un po’ d’ansia, sia per il ritmo sia per il testo. Ma se si ascolta più attentamente si capisce il senso della canzone: il caos che ci circonda non va subìto ma bisogna cavalcarlo e non dimenticarsi dei propri obiettivi.

Seguono poi Respirare in orbita, Fra 20 anni fa e Gocce in cui troviamo la vera essenza del disco. La narrativa dei Meganoidi si fa consapevole, riflessiva ed emotiva. L’accuratezza degli arrangiamenti e la ricerca attenta del sound che accompagna le parole fanno capire che abbiamo a che fare con un songwriting di un certo spessore e con armoniche costruite ad arte intorno ai temi.

La traccia che dà nome all’album, un pezzo dalle venature rock/blues che arriva a metà disco, sembra messa lì per concedere una pausa all’ascoltatore prima di passare alle seconda parte dell’album. Ci portano quindi in un ambiente più intimo e familiare con ben due tracce –  Nana Nanna e Rimaniamo sempre qui – che parlano del rapporto padre/figlia separate dall ironico Bye bye presente e da Non credere sia finita qui che riprende i concetti di consapevolezza e determinazione.

Il disco chiude con la già citata bellissima ballata, una dichiarazione d’amore piena di tenerezza:

“[…]andiamo al mare io e te

mi sembra il minimo,

lo so non vedi l’ora di affrontare tutte quelle onde

affrontare tutte quelle onde

a pensarci bene non avrei

mai immaginato di conoscerti così

io ti amo

a pensarci bene non avrei

mai immaginato di conoscerti così

rimaniamo sempre qui.”

Lasciatemelo dire: ho amato Into the Darkness, Into the Moda. Per me quell’album ha segnato un punto di rottura: avevo 20 anni e passavo dalla maturità in un istituto di provincia al primo anno di scienze politiche a Roma. È stato la colonna sonora in un periodo, anche un po’ traumatico, di cambiamento. Ma soprattutto mi ha invitato a porre attenzione alle disuguaglianze sociali e alle storture della nostra società di allora. In quegli anni gruppi come i Meganoidi, Banda Bassotti e i Punkreas mi hanno convinto che non dovevo arrivare troppo lontano (o troppo indietro nel tempo) per trovare un rinnovato impegno sociale e sostanza musicale nelle melodie ska/punk.

A distanza di tutti questi anni i Meganoidi non mi hanno deluso e oggi escono con un gran bel disco che non fa rimpiangere i tempi che furono. Rimane la consapevolezza del ruolo della musica che deve in qualche modo vigilare nei confronti della politica e allo stesso tempo aiutare nella crescita e nella ricerca individuale attraverso le sensazioni e i sentimenti. Se oggi i Meganoidi escono con un disco diverso da quello del 2001 non significa che siamo usciti da quello sweetest nightmare: ci invitano però a guardare oltre quell’incubo, magari partendo da quello che abbiamo dentro.

Da stasera saranno alle prese con il tour di promozione del disco. Quindi non ci resta che vedere la resa di Delirio Experience dal vivo. Noi seguiremo la data romana del 10 marzo a Largo Venue. 

 

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