Riuscire a portare dal vivo le stesse emozioni che si raccontano in un ottimo disco non è per nulla scontato. Anzi a volte anche gli artisti più bravi, dopo aver lavorato duramente in studio e prodotto ottimo materiale, non riescono a riprodurre il frutto del proprio lavoro su di un palco davanti ad un pubblico.

Alessio Bonomo, venerdì scorso al Largo Venue, ci è riuscito. E l’ha fatto con una certa naturalezza e magistrale interpretazione.

Ma partiamo dal principio.

Quando a fine gennaio è arrivata la comunicazione dell’uscita del nuovo disco di Alessio Bonomo, La Musica Non Esiste, non gli ho dato troppa importanza. Non per dolo. Semplicemente perché ero oberato di lavoro e pieno di dischi da ascoltare. Così ho risolto la questione salvando tutto nella cartella “da ascoltare”. E lì è rimasto fino a qualche settimana fa quando, quasi per caso, ho iniziato l’ascolto di questo gran bel disco.

Bonomo

Già dal primo ascolto avevo capito che c’era qualcosa di speciale in questo disco. Non solo per lo spessore degli arrangiamenti musicali. La cosa che mi ha colpito di più sono i testi di Bonomo o meglio come riesce a raccontare storie di vita più o meno complesse in un modo tutto suo.

Attento alla metrica e scrupoloso nei tempi e nei passaggi, Alessio sembra raccontare un unico romanzo racchiuso in 12 splendidi capitoli.

Arrivato a queste conclusioni, non mi restava che coinvolgere Davide Canali e andare ad ascoltarlo dal vivo per capire se quelle stesse emozioni del romanzo di Alessio Bonomo fossero replicabili durante un live.

Dopo aver aperto con La Croce, il nuovo disco di Bonomo entra nel vivo con Lettera D’amore, ovvero la prima traccia del disco. Il pubblico, composto e seduto (format atipico per un club come il Largo), si lascia trascinare piano piano nel mondo di Bonomo. L’artista sapientemente alterna le canzoni del disco con altri pezzi importanti del suo repertorio, a volte cambiando l’ordine dei capitoli del suo romanzo come Un Lago, che nella scaletta è la terza canzone prima di O’mbrello (rispettivamente quarta e terza traccia del disco) intervallate da Ci Vorrebbe Qualcuno.

Proprio O’mbrello  è una delle tracce più interessanti del nuovo lavoro: parla  di un uomo che prova a fare un bilancio della propria vita e lo fa in napoletano. Nonostante tra le righe si legga una riflessione amara, lo spirito partenopeo in qualche modo lo eleva e, dal vivo ancora di più, sembra quasi che la malinconia della sua esistenza diventi qualcosa di allegro e scanzonato.

Per rimanere sui pezzi del nuovo disco, trovano spazio le bellissime tracce come  Le Rose e  Reality. La conclusione – prima del bis con Gli uomini camminano sulla luna e una diversa versione de La Croce – è affidata alla title track del disco La Musica non esiste, arricchita  con un colpo di scena in cui un pugno di ragazzi (che ho poi ho scoperto fossero del collettivo  Antidoti Label da MUSICA INCONTRO Scuola di Musica) si alternano sul palco per  dare forza al messaggio di questa intensissima canzone.

 

Peccato che non ci sia stato spazio per una delle canzoni che mi ha colpito di più di questo nuovo lavoro di Bonomo: Cosa succede quando si muore. Al di là della tristezza del titolo, ha un testo essenziale e molto riflessivo che si sposa alla perfezione con la musica scritta da Francesco Arpino.

Per concludere: nonostante me ne sia accorto troppo tardi, Alessio Bonomo è un gran Cantautore con la C maiuscola. In questo momento storico in cui, nella musica leggera italiana sono un po’ cantautori, è bene evidenziare chi merita veramente la lettera maiuscola e si dimostra essere un ottimo interprete della sua musica. Un po’ voce narrante e un po’ protagonista del suo romanzo dimostra la sua grandezza e professionalità sia in studio che dal vivo.

Prima di lasciarvi alla gallery di Davide Canali concludo con una menzione particolare a Giuseppe Chimenti (Modì) che ha aperto con il suo show, la musica live del venerdì sera al Largo. In una performance, breve ma intensa, che tra le tracce del suo disco “Testa di Balena” uscito a fine 2017 e altri pezzi del suo repertorio  stupisce tutti con una bellissima cover (arrangiata in italiano) di Psyco Killer dei Talking Heads di cui vi lascio testimonianza della versione in studio. Fidatevi la sua versione live era – in perfetto stile post punk  – decisamente bella.

 

di Damiano Sabuzi Giuliani foto Davide Canali

 

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