Inizia con calma e un insolito silenzio il giovedì sera al Monk: è il primo giorno di primavera e siamo qui per il concerto di presentazione di “Casilino Moonlight Orchestra”, il disco d’esordio di Andrea Ruggero.

Il violinista, che ha dato un tocco di classe ai lavori di artisti come Motta, Giorgio Canali, Marina Rei, Riccardo Sinigallia e Micah P. Hinson, ha deciso di portare in scena un disco tutto suo dedicato a Tor Pignattara.

Con la stessa calma di inizio serata prende il via il concerto, con il violino pizzicato e il contrabbasso. Ma è la quiete prima della tempesta: dopo una manciata di minuti il palco esplode in un post rock strumentale quasi da far invidia ai God Is an Astronaut e il tutto con un violino come “voce” principale… incredibile.

La prima parte dello show sembra volare tra cambi repentini di tempo, virtuosismi e stop and go fino a toccare con le dita la progressive. Il tutto mentre sul palco si alternano i musicisti: Francesco – Poppys – Cerroni, Giorgio Maria Condemi, Carmine Iuvone, Luciano Turella e Sebastiano Forte.

E poi gli special guest: da Giancane e Matteo Gabbianelli, che salgono sul palco (rispettivamente chitarra e batteria) per suonare Wonderful Life, a Marina Rei alla batteria che suona e canta prima Monna Lisa di Ivan Graziani e poi Perfect Day di Lou Reed. La serata si conclude in bellezza con un’energica Angela Baraldi che interpreta Io Sto Bene dei CCCP.

Insomma una serata veramente rock n’ roll partendo da un violino.

Due sole pecche: l’acustica che ha limitato soprattutto la splendida voce di Marina Rei nella cover di Graziani; e i tempi morti durante i cambi… c’è da dire però che tutto questo ha reso la serata un po’ più punk e a me questo non dispiace affatto.

Promosso il maestro Ruggiero. Niente prime donne e niente primi violini: fa il suo lasciando spazio agli altri musicisti. E’ tanto talentuoso che quello strumento, nato nel 1700 per tutt’altra musica, sembra creato invece per il rock. Non mi stupirei se riuscisse a fare un gran lavoro anche sull’hardcore melodico, magari quello dei NOFX: il violino di Andrea Ruggiero al posto della tromba di El Hefe 😉

di Damiano Sabuzi Giuliani foto Laura Colarocchio

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